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giovedì 21 novembre 2019

Attualità mercoledì 05 agosto 2015 ore 08:43

"Via il degrado dalla Rocca della Verruca"

Il grido di allarme di Giuliano Bandecchi, presidente dell'omonima associazione naturalistica, in difesa di un sito medievale di grande valore storico



VICOPISANO — "Chi non è salito almeno una volta alla Rocca della Verruca quale appassionato di trekking, mountain bike, di storia, della natura e paesaggio?" chiede - e si chiede - Giuliano Bandecchi, presidente dell'associazione per la Rocca della Verruca. I cui obiettivi sono il recupero e la valorizzazione di questo importante manufatto inserito in un bellissimo angolo del nostro territorio.

"Questa è una fortificazione i cui primi cenni storici risalgono al X sec. d.C. E' molto probabile però che una costruzione di modeste dimensioni vi sorgesse ancor prima sempre con il medesimo scopo di controllare dai suoi 540 metri di altezza la pianura sottostante a quel tempo ancora palustre e il fiume Arno. Era un caposaldo pisano prossimo al confine con il territorio fiorentino. Per il suo scopo veniva chiamata sentinella di Pisa - spiega Bandecchi -. Da lassù comunicavano con fuochi, fumi o scoppi movimenti sospetti alla torre civica di Pisa. Molte cruenti battaglie sono state combattute in zona per conquistare il territorio da parte dei fiorentini acerrimi nemici. La Rocca della Verruca non fu tuttavia mai espugnata; fu ceduta o arresasi come nel 1503 all'esercito di Firenze giunto nella zona con migliaia di soldati, cavalieri e mezzi di artiglieria pesante e non. Dopo aver conquistato la rocca proseguirono verso Pisa e cosi dopo sei anni di assedio anche la Repubblica Marinara capitolò. Da quel momento la Rocca della Verruca perse il suo scopo strategico e seppur Firenze avesse mandato sul posto i migliori architetti militari: Caprina, Sangallo, Leonardo da Vinci per ampliarla e renderla ancor più sicura dopo poco tempo interruppero i lavori. Da un attento esame della planimetria della fortezza si può constatare che non esiste un metro della cinta muraria scoperta e vulnerabile per le numerose bocche da fuoco dislocate su due piani. La scarsa qualità della costruzione, i secoli, l' abbandono hanno fatto si che la fortezza risulti oggi in condizioni preoccupanti e disastrose: la vegetazione la stà soffocando , muri a rischio di cedimento strutturale".

"La Rocca della Verruca è divisa in due da due proprietà, e da due Comuni: Calci e Vicopisano. E' proprio per questa sua singolarità che i proprietari se ne dinteressano e che le Istituzioni locali non prendono alcuna posizione a favore del fortilizio - aggiunge il presidente -. Seppur un'associazione di Pontedera regolarmente iscritta all'Albo Regionale operi dal 2007 per toglierla dal degrado e valorizzarla non vi sono stati importanti segnali positivi per il disinteresse più completo dei proprietari e delle Istituzioni le quali, nei vari incontri, non hanno mai preso una posizione ben definita per sbloccare la situazione di stallo in cui versa il progetto di recupero e valorizzazione dei fortilizio".

L' Associazione porta avanti numerose iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e coloro che hanno il dovere di intervenire su questo sito medievale di notevole importanza storica. Ha organizzato convegni, incontri Istituzionali, ha pubblicato un libro, è uscita più volte sulla stampa, riuscì a farla inserire nella giornata del FAI 2013, fece sì che la Soprintendenza di Pisa rinnovasse il vincolo sulla Rocca per cui ora ha una valenza storica, culturale, artistica. Ha organizzatoio documentari con emettenti televisive locali e nazionali come la RAI.

"Riscontrati gli scarsi risultati con queste iniziative ci siamo rivolti al comando Carabinieri per la tutela del patrimonio nazionale, il quale si è subito adoperato effettuando un sopralluogo con un funzionario della Soprintendenza di Pisa per accertarsi delle reali condizioni critiche della Rocca della Verruca - riprende Giuliano Bandecchi -. Si conosce che è stata inviata alle proprietà una ingiunzione di messa in sicurezza. L'ufficio regionale addetto alla valorizzazione Beni Culturali, da noi interpellato, manifestò interesse al nostro progetto e alla Rocca della Verruca, tanto da informare in un incontro al comune di Vicopisano presenti le due proprietà e i sindaci, che non era questione di soldi perché il denaro per finanziare buona parte dei lavori si sarebbe trovato purché ci sia un consenso delle parti. Ma neppure questa positiva prospettiva non è riuscita inspiegabilmente a sbloccare la posizione chi di dovere".

"Pochissimo tempo fa ci siamo rivolti anche all'On. Gelli il quale, conosciuta da noi la situazione della Rocca si è reso subito disponibile tanto da intervenire a livello ministeriale con una interpellanza parlamentare al ministro Franceschini. E pare che l'interrogazione sia stata depositata in Commissione. Anche se siamo solamente all'inizio di queste nostre ultime iniziative ci sentiamo fiduciosi che qualcosa si possa smuovere a favore della Rocca della Verruca, la quale con i vari e necessari interventi (consolidamento parti murarie, liberare le stanzette delle bocche da fuoco, cunicoli da pietrame, terra e rifiuti di ogni genere, disboscamento interno ed esterno, intervento archeologico) possa divenire museo di sé stessa, ovvero un museo a cielo aperto, quindi più visitata e apprezzata da italiani e stranieri".

"La nostra Associazione (che ha anche un sito internet http://www.roccadellaverruca.it/) - conclude Giuliano Bandecchi - oltre a impegnarsi per sbloccare la diffidenza, l'indifferenza, l'insensibilità, l'ottusità, la mancanza di volontà di chi conta per realizzare la valorizzazione della Rocca della Verruca, si trova a scontrarsi anche con invidia, protagonismo e campanilismo di soggetti i quali vedono nella Rocca una loro meta di conquista. Al contrario la collaborazione purché sincera potrebbe essere più incisiva per raggiungere l'obiettivo. A suo tempo porgemmo loro la mano, ma fummo accolti con critiche e ironie a scapito della Rocca della Verruca la quale non è un bene nostro, ma neppure loro, bensì di tutti coloro che ne verranno a fruire una volta valorizzata".



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