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domenica 24 luglio 2016

LA MADIA E IL CAPANNO — il Blog di Barbara Mori

Barbara Mori

BARBARA MORI - Appassionata cuoca e scrittrice per diletto, si divide rocambolescamente tra lavoro e famiglia, fornelli e PC. Crede profondamente nella necessità di ritornare progressivamente ad uno stile di vita più semplice e naturale e crede anche che questo percorso possa tranquillamente partire da una pentola sul fuoco.

La vita è tutta qui

di Barbara Mori - martedì 21 aprile 2015 ore 21:20

L’orto su vegan brisee

L’orto, fatica e soddisfazioni.

In questo periodo negli orti e nei giardini è tutto un fermento, la vegetazione esplode all’umido tepore primaverile e la natura come d’incanto si risveglia.

Ad aprile nell’orto, fuori serra, si raccolgono le ultime verdure invernali e le primizie di primavera ma si piantano anche le verdure estive, quelle che mangeremo a luglio/agosto, così come le zucche e i cavoli che consumeremo più in là nell’autunno.

Nell’orto non ci si ferma mai.

Fare l’orto, seguirlo ed accudirlo vuol dire avere sempre a disposizione verdure fresche e sane ma vuol dire anche capire quanto tempo e quanta fatica ci vogliono affinché una piantina o un seme diventi un frutto. Qui possiamo imparare che ogni ortaggio ha un suo ciclo vitale, deve essere piantato in un momento preciso dell’anno. Ha bisogno di nutrimento e cure…

L’orto è una metafora universale, la metafora della vita.

Tutti noi, chi più chi meno, piantiamo semini. Talvolta faticosamente, talaltra con superficialità. Semini di ogni tipo, piccoli, grandi, buoni o cattivi. Dipende da noi cosa e quanto raccoglieremo. E’ questo il grande insegnamento dell’orto.

La nostra semina è la nostra reputazione.

Chi semina sorrisi e generosità non potrà che raccogliere apprezzamento e gentilezza. Chi semina impegno e serietà raccoglierà successo. Chi semina vento raccoglie tempesta, chi semina curiosità raccoglie creatività e fantasia…

Seminate gente, seminate.

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L’ORTO SU VEGAN BRISEE

Ho raccolto bietola, puntarelle, cipollotti e fave. Le verdure invernali e quelle primaverili si incontrano, si scambiano il testimone della stagionalità su un bel letto di “pasta matta” e ci deliziano in stile “veggie”.

Per la “pasta matta”

  • 300 gr. farina di farro biologica
  • 100 ml. olio evo
  • 100 ml. acqua
  • 1 cucchiaino sale
  • Per la copertura
  • 200 gr. tra bietole, puntarelle,
  • cipollotti e fave
  • sale e pepe qb

Lavo la verdura, lesso la bietola e le puntarelle, una volta raffreddate le strizzo e le trituro con la mezzaluna.

Taglio i cipollotti a rondelle e metto tutte le verdure in un tegame con un filo d’olio sale e pepe e le faccio stufare 5 minuti.

Preparo la pasta mettendo tutti gli ingredienti in una ciotola di ceramica. Lavoro dapprima con una forchetta e poi con le mani sempre dentro la ciotola fino a formare una palla.

Stendo con il mattarello e do la forma della teglia.

Stendo la verdura stufata sopra la pasta e cuocio in forno a 200° per una mezzoretta (dipende dallo spessore della pasta). Queste dosi bastano per una teglia diametro 24. 

Buon appetito!

Barbara Mori

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