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lunedì 27 maggio 2019

Politica lunedì 04 aprile 2016 ore 00:22

I motivi della scelta dei quattro comuni

Le ragioni della decisione e le prospettive che i sindaci di Chianni, Lajatico, Peccioli e Terricciola intendono aprire con l'Unione Parco AltaValdera



ALTA VALDERA — Questo il testo del volantino che chiarisce in modo esaustivo la scelta fatta dalle amministrazioni comunali che hanno costituto la nuova unione

UNIONE PARCO ALTAVALDERA
I nostri quattro comuni hanno comunicato la volontà di recedere dall’Unione della Val d’Era, composta attualmente da 12 comuni con un’estensione territoriale che va da Lajatico fino a Buti, al tempo stesso hanno deciso di costituire una nuova Unione: Unione Parco AltaValdera.

I motivi di una scelta

Il quadro normativo e politico è profondamente cambiato da quando nel 2008 fu deciso di chiudere l’esperienza del Parco Alta Valdera e dare vita ad una Unione molto più grande allora costituita da 15 Comuni, abbiamo assistito inoltre ad un costante indebolimento dei rapporti tra enti, tant’è che i nostri Comuni già da tempo avevano iniziato a collaborare insieme su punti molto importanti.

I precedenti:

  • Delibere del dicembre del 2013 dei quattro comuni per gestire insieme il vincolo idrogeologico, l’impatto ambientale, collegio tecnico e regolamento edilizio unitario;
  • Nell’aprile del 2014 sono state approvate quattro delibere per mettere in discussione la nostra permanenza dentro l’unione.

I cambiamenti in corso:

  • I comuni sotto i 5000 abitanti come i nostri sono costretti dalla legge ad associare molti più servizi di altri comuni, quindi la convivenza in un’Unione dove ci sono la stragrande maggioranza dei comuni senza questo obbligo sì è rivelata più complessa e difficile del previsto
  • C’è una volontà del Parlamento e della Regione a costringere i piccoli Comuni a fare associazioni tra di loro e a rendere sempre più difficile la loro uscita individuando come prospettiva finale quella della fusione.
  • Per trovare l’economicità necessaria e mantenere i finanziamenti regionali, dentro l’Unione Valdera, avremmo dovuto integrare veramente i servizi e per i nostri Comuni sotto 5000 abitanti ciò avrebbe rappresentato una vera e propria abdicazione.
  • Ci siamo convinti che se fossimo rimasti dov’eravamo, in un contenitore così eterogeneo ed informe, gradualmente avremmo disperso la nostra identità e autonomia e sarebbe stato sempre più difficile poter uscire in futuro.
  • L’Unione della Valdera da un punto di vista burocratico ed organizzativo è oramai a tutti gli effetti il 13º Comune.

Su questi temi:

I nostri quattro Comuni hanno trovato una convergenza importante e quindi hanno convenuto di formare insieme una nuova unione: Unione Parco AltaValdera.

Alcuni punti importanti del nostro accordo:

  • Costruire una nuova Unione, che ci permetta di usufruire dei finanziamenti che la legge prevede per tutte le Unioni, ma che non sia il quinto Comune;
  • I servizi che mettiamo insieme saranno veramente integrati;
  • Maggiore prossimità dei servizi ai cittadini;
  • Impegno a rivedere i servizi sul territorio in modo strategico traguardandoli ad un periodo medio-lungo;
  • Disponibilità ad aprire una discussione seria con chi è disponibile, prima di tutto con quei comuni che facevano originariamente parte del Parco Alta Val d’Era come i Comuni di Capannoli e Palaia.

La presenza dell’Unione non ha impedito in un recente passato incomprensioni su temi rilevanti; Siamo tuttavia convinti che il patrimonio di relazioni che si è sviluppato nella Val d’Era fin dal 1997, anno della nascita del Parco, non vada disperso. Per quanto ci riguarda continueremo a collaborare con i colleghi degli altri Comuni su tutti quei temi tesi a rafforzare il nostro territorio, mediante lo strumento dell’Accordo di Programma, strumento questo, privo di struttura burocratica senza costi e giuridicamente impegnativo per tutti i contraenti.

Per ora intanto potremmo pensare alla gestione e al confronto su temi come:

  • Protezione civile;
  • Trasporto pubblico;
  • Confronto su piani strutturali di area;
  • Viabilità
  • Etc….

Ci teniamo a precisare che l’asse di sviluppo della nostra Provincia che parte da Pisa, passando da Pontedera verso Firenze, attraversando la zona del Cuoio, pur essendo strategico ha però bisogno di un’altra direttrice che parta da Pontedera e punti verso Volterra; questa è la Valdera per noi deve essere sviluppata e ricucita nei progetti generali. Tenere aperto inoltre un dialogo con Volterra e la Val di Cecina su temi di interesse comune lo consideriamo un obiettivo da coltivare.

La competizione territoriale su vasta scala di dimensione internazionale va fatta, ma dobbiamo individuare il giusto livello. Quello che noi consideriamo più idoneo è rappresentato sicuramente da una progettualità che coinvolga le quattro Province della Costa. Questa sì indispensabile per far crescere la competitività, anche alla luce della nascita a Firenze della città metropolitana.

Ad ogni livello istituzionale va dato il suo peso e il suo spazio, confondere i vari piani genera confusione e incomprensione e tiene fermo un dibattito che invece può far crescere. Si cresce, si progetta e si sta insieme solo per convenzione strategica e convenienza dei propri enti e non certamente perché costretti in un vestito ormai logoro e non più a misura.



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