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martedì 15 ottobre 2019

Attualità domenica 05 aprile 2015 ore 11:50

Beata Diana Giuntini, ampliata la raccolta museale

Il Comune ha ideato un percorso incentrato sui miracoli attribuiti alla giovane ragazza. Appuntamento a lunedì 6 per i festeggiamenti della patrona



SANTA MARIA A MONTE — In occasione dei festeggiamenti per la Beata Diana Giuntini che caratterizzano il Lunedì dell’Angelo, l’amministrazione comunale ha deciso quest’anno di ampliare la raccolta del Museo Civico relativa alla propria patrona.

L’appuntamento con la presentazione della nuova esposizione è fissato per il pomeriggio di lunedì 6 aprile alle 15,30.

In particolare, a completamento della già presente esposizione riguardante la figura storica della Beata Diana, si è pensato a un percorso museale incentrato sui miracoli attribuiti alla giovane ragazza, i quali costituiscono per di più gli unici elementi biografici che ricorrono in ogni agiografia a lei dedicata.

“Senza dubbio è il miracolo della trasformazione del pane che Diana portava nel grembiule in rose e fiori e poi nuovamente in pane per evitare di essere scoperta nella sua carità verso i bisognosi, il segno più celebrato dalla tradizione e al quale rimanda anche la Processione delle Paniere – spiega Mariano Boschi, Storico dell’arte –. Tale segno distintivo è stato il motivo per cui, oltre agli agiografi, tutta una serie di artisti, anche contemporanei, si sono cimentati – chi attraverso la scultura, chi con la pittura – a divulgare il miracolo più acclamato ed evocato della vita della Beata”.

Il progetto espositivo, dunque, ha mirato “a rivisitare in chiave moderna tale episodio – sottolinea ancora Mariano Boschi – includendo nel percorso la scultura di Nello Bini, nativo di Santa Maria a Monte e protagonista dell’arte informale in Italia, e la fotoriproduzione del dipinto di Antonio Possenti, testimone di una pittura nella quale la figuratività si sposa con una fantasia magica, incantata, leggiadra. Le due opere, ritraendo entrambe Diana nell’atto di mostrare nel grembiule quei fiori che pochi attimi prima erano pane per i poveri, dialogano a vicenda e creano un connubio quasi perfetto”.

La terracotta del Bini, realizzata nel 1991 e proveniente dalla Parrocchia di Santa Maria a Monte, raffigura “la giovane ragazza in un gesto semplice e allo stesso tempo eloquente e profondo: mostrando il grembiule ricolmo di fiori, pare quasi voglia contaminarci con la sua opera caritativa. Assume, invece, le sembianze di un vero e proprio tripudio di fiori e di vita il dipinto di Possenti, il cui originale fa parte della mostra permanente Tenero Gigante, conservata al Museo Casa Carducci e dedicata alla vita e alle opere dell’illustre poeta. Indissolubile appare il legame che unisce la Beata alla terra che la vide nascere e crescere nella fede: segno evidente, sullo sfondo, è la raffigurazione di Santa Maria a Monte, che sembra invitare l’osservatore ad entrare nel borgo per venerare Diana”.

Conclude il percorso “la composizione poetica che Ridolfo Del Tacca, poliedrico medico santamariammontese, compose nel 1816 in occasione dell’annua festività della Beata Diana Giuntini. L’ode, conservata in originale alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, allude a un altro episodio – il ritrovamento del corpo della Beata – che, anch’esso tramandato dalle fonti agiografiche, assume i contorni del prodigio. Tra le rovine della chiesa di San Dalmazio i buoi di un pastorello si inginocchiarono con le zampe anteriori davanti al luogo dove era sepolta, mentre una fanciulla, nel pascolare le sue pecorelle, notò nel medesimo punto un candido giglio e, stendendo la mano per coglierlo, sentì la voce di Diana che chiedeva di essere dissotterrata”.



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