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martedì 03 agosto 2021

STORIE DI ORDINARIA UMANITÀ — il Blog di Nicolò Stella

Nicolò Stella

Nato in Sicilia si è trasferito a Pontedera a 26 anni e ha diretto la Stazione Carabinieri per 27 anni. Per sei anni ha svolto la funzione di pubblico ministero d’udienza presso la sezione distaccata di Pontedera del Tribunale di Pisa. Ora fa il nonno e si dedica alla lettura dei libri che non ha avuto tempo di leggere in questi anni.

Niente parole inutili

di Nicolò Stella - lunedì 04 gennaio 2021 ore 09:52

Italo Calvino il 3 febbraio 1965 sulla terza pagina del “Il Giorno” scriveva che centinaia d’italiani appartenenti ai vari ruoli giudiziari, dai carabinieri ai magistrati, senza tralasciare funzionari di Stato e avvocati, traducono mentalmente la lingua italiana in un'antilingua inesistente.

Nell’articolo, si riporta un esempio di verbalizzazione all’interno di una stazione carabinieri:

“Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dichiarare tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo:

"Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata".

Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione:

"Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l'avviamento dell'impianto termico, dichiara d'essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l'asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante".

Nell’articolo, Italo Calvino, concludeva:

“la lingua italiana viene uccisa li dove non si sa dire - ho fatto - ma si deve dire - ho effettuato “.

Ho tentato di trasferire alle nuove generazioni dell’Arma i meccanismi per narrare un avvenimento ritenendo, la “comunicazione notizia di reato” null’altro che una storia scritta con svolgimento essenziale e sviluppo cronologico. La parola d’ordine era: “niente parole inutili”. Niente parole che non tornavano indispensabili ai concetti espressi.

Il risultato? È difficile persuadere tutti e soprattutto non è possibile far superare l'ansia che sovrasta l’investigatore di non essere compreso, di non spiegarsi bene e questo fa nascere una lingua narcisistica dal sapore imprecisato. Sapere di esercitare un “potere” fa germogliare resoconti artificiosi, come quello pervenutomi: “alle quattro di un pigro martedì pomeriggio” (cit. monologo finale The Big Kahuna):

“Si trasmette a codesta Ill.ma A.G. ed in allegato alla presente l’unito verbale di denuncia – querela – orale per…”

“…Sulla base di quanto esposto dal medesimo querelante in atti, con quest’ultimi ad ogni buon fine globalmente allegati alla presente in copia tenuto conto del proprio esser emerso giurisdizionalmente competente in merito all’ubicazione dell’indicata attività commerciale ove, ivi ponendo in atto l’originaria azione d’acquisto regolarizzata con il titolo di pagamento di cui trattasi, si compiva il fatto reato di cui trattasi, quale proprio contributo all’attività di indagine in atto e richiesta dal caso vorrà espletare quanto qui di seguito analiticamente menzionato…”

“…Escutere l’emerso e proprio interno addetto che, in tale propria qualità, ebbe a seguire l’ivi pervenuto ordine d’acquisto, facendosi da egli indicare ogni utile elemento in merito all’acquisto stesso e, altresì, ivi acquisendo la correlativa e globale documentazione commerciale…”

“...Ad avvenuto adempimento la correlative risultanze parimenti ai redatti e necessitanti atti siano trasmesse facendo seguito alla presente e per quanto di rispettiva competenza, sia direttamente all’ufficio giurisdizionalmente competente in merito all’ubicazione dell’emerso ed indicato recapito di consegna di quanto oggetto dell’acquisto di cui trattasi, al fine del proprio proseguimento nelle indagini richieste del caso e con esso stesso che, pertanto, successivamente provvederà ad escutere in merito ai fatti di cui trattasi, la persona nominativamente emersa come destinataria dell’acquisto in questione, facendosi altresì precisare dalla stessa ogni elemento utile alle indagini e, qualora emergesse la propria non estraneità ai fatti per i quali qui si procede, si vorrà altresì successivamente redigere, a proprio carico, correlativo verbale d’identificazione di persona, d’elezione di domicilio e nomina di legale di fiducia…”

Classico esempio come, a volte, è impossibile mettere ordine nel caos.

Nicolò Stella

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