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martedì 05 luglio 2022

STORIE DI ORDINARIA UMANITÀ — il Blog di Nicolò Stella

Nicolò Stella

Nato in Sicilia si è trasferito a Pontedera a 26 anni e ha diretto la Stazione Carabinieri per 27 anni. Per sei anni ha svolto la funzione di pubblico ministero d’udienza presso la sezione distaccata di Pontedera del Tribunale di Pisa. Ora fa il nonno e si dedica alla lettura dei libri che non ha avuto tempo di leggere in questi anni.

L'eroismo della normalità

di Nicolò Stella - martedì 15 febbraio 2022 ore 07:30

La mattina del 20 marzo 2019 a San Donato Milanese vi era la solita quiete di un tranquillo mercoledì. I genitori avevano appena accompagnato i loro figli a scuola, e con la solita fretta di sempre avevano raggiunto i posti di lavoro. Una delle mamme che non era ancora arrivata a casa fu chiamata al telefono dal figlio che era su un pullman lungo quello che doveva essere l'itinerario fra la scuola e la palestra.

"Mamma, siamo sul pullman, ci stanno uccidendo." - "Mamma aiutami! Ci stanno portando in un posto sconosciuto ci minacciano con il coltello!"

La mamma in un prima momento non crede al figlio, poi sembra spaesata non sa cosa rispondere, non suggerisce nemmeno di chiamare la polizia. Il tredicenne ci pensa da sé, e digita nuovamente i tasti mentre è accovacciato dietro i sedili dell'ultimo posto e i suoi compagni cercano di fare caciara per nasconderlo. Lui chiama i Carabinieri. “Pronto.” – “Pronto signore?”

“Si.”
"Mi chiamo Adam El Hamame e ci stanno rapendo in un pullman e ci minacciano con

il coltello. Il prof è davanti, è in ostaggio..." "Ma chi che vi sta tenendo in ostaggio?"

"Il guidatore. Ha un coltello in mano, veloce... c'è per terra della benzina non respiriamo più..." "Mi servono altre indicazioni." "Si, signore." Ripete il ragazzino non perdendo mai quel rispetto verso le istituzioni che i genitori, immigrati di prima generazione, gli hanno insegnato. “Chiama qualcuno. Non è un film questo.” Conclude il ragazzo. L'operatore dei Carabinieri riesce a raccogliere altre informazioni ricostruendo che il pullman con due classe di scuola media è in marcia verso Linate. Vi sono giornate tranquille in quella centrale operativa, ma quella mattina non è stato così, quella è una mattina che può cambiare la vita anche di un oscuro operatore di centrale. Presume che il pullman sia in una zona chiamata Zelo Buon Persico. 

"Mandami una pattuglia a Zelo, subito, subito, veloce a Zelo", grida il centralinista all'operatore sgomento perché in quel momento l'unica autoradio più vicina alla zona è la macchina della stazione di San Donato Milanese eccezionalmente con tre carabinieri a bordo, il più giovane è al suo primo giorno di servizio. Nel frattempo il sequestratore aveva intimato ai tre accompagnatori della scolaresca: "Voglio andare a Linate, non voglio vedere nessuno per chilometri, ho 50 bambini in ostaggio, e un pieno di gasolio". Se fosse successo negli USA sarebbero intervenuti immediatamente due elicotteri con due squadre degli SWAT, avrebbero evacuato l'aeroporto, bloccato lo spazio aereo, sino all'arrivo di due negoziatori e quattro tiratori scelti. Poi ne seguiva una guerra preventiva nei confronti della Nazione che aveva dato i natali al responsabile dell'azione criminale. In Francia avrebbero scoperto il fatto quando ormai l'autobus era all'interno dell'aeroporto, diretto contro un aereo in fase di atterraggio. La Polizia territoriale e la Gendarmeria avrebbero litigato a lungo sulla competenza tanto da dover interpellare il Presidente, che sentito il suo Consigliere personale, avrebbe deciso di non decidere. 

In Russia si sarebbe fatto intervenire i reparti speciali dell'Armata Rossa e i servizi segreti del disciolto KGB. In Israele lo avrebbero ritenuto un attacco nei confronti del sionismo e avrebbero fatto intervenire gli agenti del “Mossad” armati delle loro Beretta calibro 22 a canna lunga. In Italia, niente di tutto questo. La mattina del 20 marzo 2019, l'operatore dei Carabinieri della centrale di Crema che aveva ricevuto l'allarme, aveva a disposizione solo una Renault Clio, non blindata, della Stazione Carabinieri di San Donato Milanese. A bordo c'erano un appuntato, un carabiniere scelto e un carabiniere semplice. Tutti pugliesi e tutti in attesa della risposta sulla loro domanda di trasferimento. Vogliono ritornare a Ostuni, dove prima neanche si conoscevano. Le loro mogli a casa, i figli a scuola. Gente normale con berretto e bandoliera e scarpette da ballerini. Non sono i GIS del Tuscania non sono i Nocs della Polizia di Stato, sono i classici carabinieri che incontriamo tutti giorni per le strade dei paesi. Tre meridionali che quando vedono "i picciriddi" in pericolo si trasformano in super uomini e con manovra fulminea sterzano davanti all'autobus e lo costringono a fermarsi. Il conducente blocca il bus e cerca d'interpretare il gesticolare dell'appuntato che brandisce minaccioso i pugni. L'autista, essendosi preparato alla guerriglia seguendo i corsi su internet, rimane spiazzato. 

Nel frattempo gli altri due Carabinieri circondano l'autobus e avvalendosi del manganello, ovvero il famigerato tonfa mai utilizzato fino a quel momento, sfondano il vetro della porta posteriore facendo uscire fuori i ragazzini. Il pazzo se ne accorge, ma quando fa per ripartire, gli ultimi ragazzini si lanciano fuori. Nel frattempo tutt'intorno improvvisati cameramen riprendono la scena con i loro telefonini. A questo punto il responsabile viene acciuffato, nell'incertezza non lo ammanettano nemmeno, lo invitano solamente a seguirli in caserma per accertamenti. Risultato finale: un sequestro con tentata strage risolto in venti minuti con qualche escoriazioni e un autobus che una volta vuoto prende fuoco. Tutti vivi. Qualsiasi altra forza dell'ordine nazionale e internazionale, davanti a un risultato del genere non può fare altro che applaudire.

Nicolò Stella

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