Attualità Sabato 28 Febbraio 2026 ore 06:30
Nazzareno Ballantini presenta il suo nuovo libro

"Una figlia dal Burkina Faso": un libro scritto per non disperdere ricordi e memorie e mantenerle vive e nitide come sono state vissute
CASCIANA TERME-LARI — Alle 18.30 di oggi, sabato 28 Febbraio, nella Sala del Castello dei Vicari di Lari, Nazzareno Ballantini presenterà il suo libro Una figlia dal Burkina Faso, pensieri, considerazioni e riflessioni” di un padre adottivo. La presentazione sarà a cura del professor Cristiano Papucci, l’introduzione della dottoressa Suor Chiara Agati con l’intervento della professoressa Cecilia Polidori.
Nazzareno Ballantini, classe 1965, risiede a Lari. Ha conseguito il diploma al liceo ginnasio "Galilei" di Firenze e si è poi laureato il Lettere moderne con indirizzo storico contemporaneo. Ha lavorato per sei anni come operario metalmeccanico in un’industria del territorio pisano, poi ha iniziato il suo lavoro di docente di scuola media tra Chianni, Casciana Terme e, attualmente, a Peccioli.
Da sempre ha avuto un particolare interesse per la letteratura, la poesia e, nel tempo libero, si diletta a scrivere, dividendo questa sua passione, con un meno forte interesse verso letture d’approfondimento storico, filosofico-teologico e d’attualità sociale e politica.
Nel 2008 ha pubblicato un breve lavoro letterario dal titolo Diorama Antico. Racconti, fiabe e poesie di una sera d’Estate; a breve darà alle stampe una nuova edizione dell’opera citata. Ha contribuito insieme alla moglie, in collaborazione con altre famiglie adottive, alla realizzazione del lavoro intitolato L’ adozione e Shalom. Adozioni internazionali del Movimento Shalom in Africa: esperienze, ricordi ed emozioni, edito nel 2021 dal Movimento Shalom onlus e. nel 2023, ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata Canti larigiani in vendita su Amazon.
"La scrittura di questo lavoro - ha commentato - è il risultato di più appunti accumulatisi negli anni e poi ad un certo momento assemblati insieme cercando di renderli omogenei e logicamente ordinati in modo da essere presentabili".
"Le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere sono due - ha proseguito - il timore di perdere nel passare degli anni il ricordo nitido di alcuni accadimenti che hanno segnato la mia vita e quella di mia moglie e mia figlia, insomma il desiderio di fare memoria e la necessità, attraverso un’analisi documentata di alcune tematiche ritenute importanti, di fare delle riflessioni e dispensare alcuni consigli, oltre al desiderio di lasciare traccia di ciò che ho vissuto almeno a chi vive vicino a me: una sorta di testamento della memoria e del ricordo. Forse addirittura tutto andrà nel dimenticatoio, ma l’esercizio di scrittura avrà sicuramente un effetto ossia aver purificato la mia anima attraverso una rilettura interiore di una delle più belle cose che mi siano accadute nella vita".
"Scrivere e leggere sull’adozione non è facile - ha concluso - è unico perché spinge, sia chi legge sia chi si è preso la briga di scrivere, ad allargare i propri orizzonti, a non fermarsi al conosciuto ma a navigare in campo aperto verso l’ignoto. Poi se a scrivere è uno Spartacus qualsiasi ciò vuol dire che tutti possono scoprire la libertà fisica e ancor più la libertà dell’anima; le due libertà non possono essere disgiunte ma camminano insieme verso la Liberazione finale in uno spirito di comunione che ci fa essere consapevoli di appartenere ad un’unica umanità".
Marcella Bitozzi
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