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Attualità domenica 18 aprile 2021 ore 19:48

"No alla discarica, le querele non ci fermano"

Prosegue la lotta contro la riapertura della Grillaia. In 6 firmano una lettera rivolta ai cittadini di Chianni, Lajatico, Terricciola e della Valdera



CHIANNI — Una lettere firmata da Marco Burgalassi, Graziella Cadau, Stefano Gonnelli, Daniele Grilli, Pasquale Vaira (Paco Paquito) e Lorella Pappagallo, per comunicare "alla Cittadinanza di Chianni, Terricciola, Laiatico, dell’intera Valdera e di tutta la Toscana che, in questi giorni, abbiamo ricevuto dai Carabinieri di Chianni comunicazione di querela per diffamazione da parte del Signor Giacomo Tarrini, Sindaco di Chianni". E per ribadire che la loro opposizione alla riapertura della discarica della Grillaia continuerà.

"Riteniamo singolare - scrivono - il fatto che i querelati siano tutti cittadini impegnati da mesi nel contrastare la riapertura della discarica de “La Grillaia”, chiusa amministrativamente dal lontano 1998 ma mai messa in sicurezza dalla proprietà che l’ha gestita". Quindi ripercorrono l'intera vicenda.

"La riapertura sancita dalla Regione Toscana tramite la delibera No. 629 del 25 maggio 2020, approva il progetto della proprietà privata NSA che prevede il conferimento di 270 mila metri cubi di amianto al fine di poi passare, secondo la delibera, alla chiusura del sito e alla sua definitiva messa in sicurezza dopo 6 anni di conferimenti e 2 di successiva copertura. Questo progetto ha incontrato una tenace resistenza sul territorio da parte sia delle amministrazioni locali (come il comune di Terricciola) che da parte dei cittadini di Chianni e di altri Comuni della Valdera i quali ritengono che un progetto di conferimento di amianto in una discarica che è già stata oggetto in passato di gravi problemi di gestione, sia contrario alla vera vocazione del territorio, ovvero agricoltura di qualità, enogastronomia e turismo sostenibile, un patrimonio costruito a fatica negli ultimi decenni grazie a ingenti investimenti di capitali pubblici e privati".

"L’amministrazione comunale di Chianni - ricordano i sei firmatari -, pur dichiarandosi sempre contraria alla delibera della Regione Toscana, ritenendo che non vi siano altre alternative percorribili, ha più volte dichiarata la propria volontà di voler accettare tale progetto per poter risolvere la spinosa questione della messa in sicurezza della discarica e in tale senso si sta muovendo soprattutto nel corso delle ultime settimane. Contro la delibera della Regione si sono invece mossi alcuni privati cittadini presentando ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (ora trasposto al TAR su richiesta dei legali di NSA) e finanziato tramite raccolta fondi alla quale hanno aderito larghi strati di popolazione e numerose aziende. A questo ricorso, nelle ultime settimane ha aderito anche l’Amministrazione Comunale di Terricciola ed è in corso una raccolta di firme dei cittadini di Chianni per una petizione che chiede alla propria amministrazione comunale di fare altrettanto".

"Inoltre - ricordano ancora -, nel mese di dicembre 2020 è stato presentato da un gruppo di cittadini un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa e di Firenze e presso la Corte di Appello di Firenze. L'esposto verte sull'approvazione del progetto di messa
in sicurezza e della surrettizia riapertura illecita dell'impianto della Nuova Servizi Ambiente s.r.l. di Chianni. Nel marzo 2021 il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri ha avviato i relativi accertamenti".

Alla luce di ciò, scrivono, "invitiamo quindi ancora una volta, come già fatto ripetutamente nel corso dei mesi passati, l’amministrazione Comunale di Chianni a difendere il nostro territorio contrastando apertamente il disegno scellerato della Regione Toscana che con la scusa della messa in sicurezza della discarica sancisce una riapertura di fatto, permettendo il conferimento di una montagna di amianto, e senza che a questa corrispondano adeguate garanzie né sulla durata dei conferimenti né su eventuali ampliamenti futuri".

"Relativamente alle querele di cui sopra a noi, al momento, nulla è dato di dire - concludono - se non che gli aspetti tecnico legali ad esse legati saranno vagliati nelle sedi opportune. Quello che invece ci preme dire e ribadire con forza è la nostra volontà di continuare la lotta affinché la popolazione di Chianni e di tutta la Valdera impedisca che si metta nuovamente a rischio la salute della popolazione e l’immagine di un territorio che il mondo intero ci invidia".

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