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Attualità venerdì 07 agosto 2015 ore 09:30

Contratto di fiume, per un Emissario più vivibile

Il ponte sull'Emissario

Il nuovo progetto dell'Amministrazione comunale e del Consorzio 4 basso Valdarno mira a rendere gli argini più praticabili



CALCINAIA — Roditori, sporcizia, vegetazione selvaggia si combattono insieme. È questa la filosofia del “Contratto di fiume”, nuovo progetto a cui amministrazione comunale e Consorzio 4 Basso Valdarno stanno lavorando per rendere le sponde del Canale Emissario più vive e vivibili.

La soluzione proposta durante l’ultimo consiglio comunale, finalizzata a rendere più efficace e profonda la manutenzione della zona lungo il corso d’acqua, è innovativa e partecipata. Si tratta infatti di un percorso che coinvolgerebbe in prima persona tutti gli attori interessati all’area fluviale, dagli enti pubblici, alle associazioni, fino ad aziende e a privati cittadini. Mettendo assieme le forze di ciascuno sarebbe possibile fare di più rispetto agli ordinari e attuali interventi, dando vita a un argine in grado di rispondere alle diverse esigenze di tutta la comunità.

“Ad oggi, la manutenzione degli argini del corso d’acqua che attraversa Fornacette, per arrivare poi allo Scolmatore, è affidata al Consorzio 4 Basso Valdarno (ex Fiumi e Fossi) – afferma il presidente Marco Monaco –. Scendendo nel dettaglio, l’ente si occupa del Canale Emissario attraverso una gestione diretta per quanto riguarda il tratto al di là di via Toscoromagnola; in maniera indiretta, vale a dire tramite un’impresa appaltatrice dotata di specifici macchinari che non sono in nostra dotazione, per quanto invece concerne la parte interna al centro abitato fino alla Botte”.

“Sul Canale Emissario – continua Monaco -, così come sui 4 mila km di canali presenti nella macroarea di nostra competenza, che si estende su 55 Comuni, per un comprensorio complessivo che tocca 5 Province toscane, possiamo garantire due tagli annuali della vegetazione, nei mesi di Luglio e di Settembre – Ottobre. Dove è possibile e per quanto le nostre risorse ce lo permettano approntiamo anche un terzo taglio: tendiamo a privilegiare le zone urbane e, in particolare, le situazioni caratterizzate da un alto rischio idraulico. Anche se quest’ultimo aspetto non rientra nella casistica illustrata, il Canale Emissario avrebbe comunque di che beneficiare da ulteriori eventuali interventi che potrebbero riguardare sia il taglio della vegetazione che un’approfondita pulizia. Ciò potrebbe rendere la zona più fruibile, andando a soddisfare esigenze di tipo ambientale, nonché sociale e persino sportivo, vista la diffusa pratica della pesca”.

È proprio per dare concretezza a questi accorgimenti che farebbero dell’argine un luogo più vivo e vivibile, a vantaggio l’intera collettività, che entra in gioco il “Contratto di Fiume”. “Si tratta di un tipo di percorso partecipativo – continua Monaco - indicato e caldeggiato dall’Unione Europea che stiamo attualmente iniziando a sperimentare sul torrente Egola, con il coinvolgimento dei cinque Comuni e delle rispettive comunità interessati dal suo passaggio. Questa modalità, già attuata al Nord con ottimi risultati, consentirebbe di reperire risorse aggiuntive a quelle ordinariamente disponibili, migliorando così la qualità e la conservazione delle aree fluviali attraverso interventi altrimenti inattuabili. Il tutto favorirebbe anche una crescita culturale della cittadinanza, chiamata a prendersi cura di un bene comune”.

Il Canale Emissario non è stato l’unico corso d’acqua protagonista del Consiglio Comunale di Giovedì 30 Luglio. Nel’assemblea consiliare è stato infatti affrontato anche il tema del Ponte sull’Arno di Via Giovanni XXIII. “Il ponte che collega il capoluogo cittadino e l’area di Oltrarno – afferma il sindaco Lucia Ciampi – rappresenta una situazione di eccezionalità: siamo infatti una delle pochissime amministrazioni ad avere la proprietà di un’opera di simile portata, progettata dal genio civile, poi donata nel 1961all’amministrazione. Ad oggi il ponte necessiterebbe non tanto di interventi parziali ed estemporanei, che rischierebbero di peggiorare maggiormente la situazione senza apportare benefici, quanto di interventi manutentivi strutturali e complessivi. Si tratterebbe di operazioni molto complesse dal punto di vista tecnico e molto costose da quello economico”.

“Un’amministrazione comunale da sola – prosegue il sindaco - non potrebbe certo sostenere un simile onere: proprio per questo abbiamo vagliato tutti i canali possibili e interpellato gli enti a tutti i livelli, dalla Provincia fino al Ministero competente in materia. Si è avviata con buoni frutti una collaborazione con l’Università di Pisa, con la quale abbiamo dato il via a ispezioni e ricognizioni sulla struttura. Un primo step ha riguardato un check fotografico delle varie parti del ponte attraverso un drone. Proseguiremo con rilievi ancora più approfonditi: i risultati che otterremo, uniti ai dati che ricaveremo dai documenti di progettazione richiesti all’archivio storico del Genio Civile, permetteranno di aprire la strada a uno studio di fattibilità grazie al quale sarà possibile definire l’ordine di grandezza della spesa necessaria alla ristrutturazione. Una volta ottenuta questa informazione potremo dare maggior concretezza alle richieste e alla ricerca di fondi per avviare l’intervento”.



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