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martedì 15 ottobre 2019

Attualità sabato 31 gennaio 2015 ore 13:15

Dal book café al fascio di luce, il futuro Palazzo

Progetto Palp

Presentate stamattina, 31 gennaio, le due manifestazioni d'interesse per la riqualificazione dell'ex sede del tribunale. Ecco le linee progettuali



PONTEDERA — Un book café che dialoghi con la città, ma anche un centro espositivo, oppure un luogo che sia al tempo stesso monumento simbolo messo in evidenza da un alto fascio luminoso e un documento che racchiuda la storia e le eccellenze del territorio. Queste, in estrema sintesi, le idee al centro delle due manifestazioni di interesse di privati per la riqualificazione e il riuso del Palazzo Pretorio.

Dopo visite guidate, workshop con cittadini, associazioni e commercianti partite lo scorso novembre, si è infatti concluso stamattina, sabato 31 gennaio, nella ex sala delle udienze del tribunale il percorso partecipato sul futuro dello storico Palazzo.

Durante l’assemblea pubblica, al quale era presente anche il sindaco Simone Millozzi, sono stati presentati i risultati e le proposte emerse dai vari workshop tematici e quelli del convegno di sabato scorso, poi si è passati all’illustrazione delle due manifestazione d’interesse presentate per la concessione-gestione dell’immobile.

La prima proposta, denominata Palp, è arrivata dallo studio di architettura Colucci&partners. “Quello che presentiamo – ha spiegato l’architetto Giuseppe Colucci – è uno studio di fattibilità che risponda alle linee espresse nel bando e che rappresenti un progetto volutamente non troppo dettagliato ed economicamente sostenibile”. Lasciando il secondo piano all’amministrazione comunale, il progetto vedrebbe al piano terra e sotto il loggiato uno spazio aperto al pubblico, con un book café, un’area living, installazioni artistiche provvisorie e una reception che faccia da punto informativo per tutte quelle attività che si svolgono ai piani superiori. Il primo piano sarebbe invece adibito a centro espositivo che possa magari ospitare due mostre all’anno di artisti di rilievo oppure piccoli convegni di associazioni del territorio. Le carceri potrebbero essere risistemate come spazio di laboratorio dedicato invece ai giovani artisti locali, mentre la parte che era dedicata all’ora d’aria dei detenuti potrebbe diventare uno spazio raffinato da affittare per feste private. Ruolo di rifinitura artistica poi, dovrà toccare anche alla piazza sottostante.

La seconda proposta, intitolata Pontedera OpenArted, la città nel palazzo con il cuore aperto, è stata invece presentata dal pubblicitario Italo Altamura, dal poeta visivo Stefano Stacchini e dal perito edile Vittorio Lukacs. “A Pontedera manca – ha iniziato la sua presentazione Stacchini – un luogo che sia insieme monumentum in perfetta armonia con la città e documentum, catalogo delle eccellenze locali. Pontedera – ha aggiunto – deve avere più dignità di se stessa”. Per questo, la prima proposta del trio, è quella di rendere riconoscibile il nuovo Palazzo attraverso un alto fascio di luce blu che riqualifica visivamente non solo la facciata ma anche il “lato B” dell’edificio. Secondo questo progetto poi, il palazzo deve diventare una sorta di cofanetto del territorio in grado di soddisfare i cinque sensi. Centro di attività, spazio commerciale, gastronomico, espositivo che cataloghi in sé la storia della città: dentro il palazzo il catalogo, fuori la mostra. I piani bassi potrebbero ospitare un café dedicato alla Vespa, che diventi un punto di ritrovo per i vespisti di tutto il mondo. Le carceri, invece, secondo questo progetto, dovrebbero essere solo finemente ritoccate da un artista che gli mantenga però il fascino di quel luogo di memoria.

Anna Dainelli
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