Attualità Martedì 19 Maggio 2026 ore 09:00
I pattinatori chiedono rifugio a Pontedera

Atleti, famiglie e società inviano una nuova lettera, stavolta al Comune pontederese: "Ci hanno sfrattato, vogliamo tornare dove siamo nati"
BIENTINA — Evidentemente, sul caso dei giovani pattinatori allontanati dalla palestra di Bientina, le parole del sindaco Dario Carmassi non hanno fatto breccia. Anzi: la Polisportiva Pontedera Bientinese, che nei giorni scorsi aveva accusato l'amministrazione di aver di fatto cacciato dall'impianto atleti e allenatori, è arrivata persino a chiedere "asilo" al Comune di Pontedera.
Con una nuova lettera, stavolta inviata direttamente al sindaco Matteo Franconi e all'assessore allo Sport pontederese Mattia Belli, coloro che avevano già scritto a QUInews hanno infatti richiesto di poter essere accolti a Pontedera per proseguire con le proprie attività.
"Ci rivolgiamo a voi con un appello semplice e urgente: aiutateci a tornare a casa - hanno scritto, ricordando le radici della Polisportiva - siamo la società che oggi porta il nome dell'Italia sul tetto del mondo, siamo campioni alla seconda tappa della World Cup in Germania e i nostri atleti hanno fatto incetta di medaglie. Da trent'anni prepariamo talenti, formiamo ragazzi e portiamo risultati che parlano per noi. A Bientina, dove ci allenavamo da anni, siamo stati sfrattati".
"Oggi siamo circa un ottantina di ragazzi tra i 4 e i 23 anni si allenano in luoghi di fortuna, non adatti e, soprattutto, senza continuità - hanno proseguito - questo non è degno del loro impegno. Oggi chiediamo al Comune di Pontedera di essere accolti e adottati. Pontedera è una città che vanta una straordinaria tradizione sportiva. Qui c'è spazio per ogni disciplina sportiva: manca solo il pattinaggio a rotelle. La nostra società è nata qui ed è qui che vogliamo tornare per aggiungere altro lustro al nome della città: non chiediamo un regalo, chiediamo uno spazio per lavorare".
Dunque, una vera e propria richiesta di ritorno alle origini, con l'addio definitivo a Bientina. "Chiediamo solo la possibilità di riprendere ad allenarci in modo serio e sicuro e che Pontedera riconosca l'impegno di questi ragazzi e scelga di investire su di loro - hanno concluso - restituire il pattinaggio artistico a Pontedera significa completare l'offerta sportiva della città, significa dimostrare ai ragazzi che lo sport viene prima delle scrivanie e dei rinvii, significa riabbracciare una società che ha sempre portato alto il nome del territorio. Siamo a disposizione per un incontro immediato".
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