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martedì 17 settembre 2019

Attualità venerdì 12 giugno 2015 ore 12:30

Itis, stop agli scrutini: no alla "Buona scuola"

I professori hanno sospeso per tre giorni i lavori: "Il decreto di Renzi dà troppo potere al dirigente scolastico nella scelta degli insegnanti"



PONTEDERA — Scrutini bloccati anche all'Itis Marconi di Pontedera, per protestare contro la Buona scuola del governo Renzi che, secondo l'assemblea dell'istituto superiore locale: “apre la strada al rischio concreto di scelte arbitrarie e, nel peggiore dei casi, a episodi e sistemi di vera e propria corruzione”, questo perché, secondo i professori, è dannosa: “l’idea di incrementare i poteri del Dirigente Scolastico”.

Numerosi docenti dell'istituto tecnico hanno scelto di attuare il blocco degli scrutini finali delle classi nella giornata di mercoledì 10 giugno, giovedì 11 e venerdì 12 (lo sciopero esclude per evidenti motivi gli scrutini delle classi quinte).

La protesta, che interessa numerose scuole, segue lo sciopero del 5 giugno che ha avuto un successo notevole in tutta Italia con adesioni fino al 64 per cento.

Questa la mozione approvata dall’assemblea del Marconi lo scorso venerdì 5 giugno:

Il personale dell’Itis Marconi di Pontedera, riunitosi in assemblea in data 05.06.2015 esprime parere negativo sull’impianto generale del ddl sulla scuola denominato La Buona Scuola approvato alla Camera e attualmente in discussione al Senato. Tale giudizio deriva dalla meditata contrarietà, alimentata da profonda preoccupazione, all’idea di incrementare i poteri del Dirigente Scolastico. Maggiori poteri che per alcuni aspetti (ad esempio conferma in ruolo personale docente, chiamata diretta dei docenti) apre la strada al rischio concreto di scelte arbitrarie e, nel peggiore dei casi, a episodi e sistemi di vera e propria corruzione. Inoltre, la prospettiva delineata nel ddl, basata su una impostazione aziendalistica, competitiva e verticistica della scuola, rischia di danneggiarla profondamente, muovendosi nella direzione diametralmente opposta a quella di un auspicabile rafforzamento e miglioramento del livello di partecipazione democratica, ovvero di quel clima di condivisione, cooperazione e collaborazione tra tutte le sue componenti su cui si fonda un sereno e corretto funzionamento della comunità scolastica”.

L’assemblea chiede pertanto che:

a) venga ritirato il decreto attualmente in discussione;

b) sia riaperto un confronto costruttivo con tutte le componenti del sistema scuola (alunni/e, genitori, personale della scuola, organizzazioni sindacali);

c) sia approvato con urgenza un ampio piano di stabilizzazioni per tutto il personale della scuola che tenga opportunamente conto di quanto previsto dalla sentenza europea. 



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