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venerdì 23 agosto 2019

Cultura martedì 30 settembre 2014 ore 17:13

Pace e cooperazione tra Valdera e Iraq

La delegazione irachena nella sede dell'Unione ha raccontato l'esperienza di integrazione delle minoranze religiose attraverso il lavoro dei giovani



PONTEDERA — Pace e cooperazione tra la Valdera e il popolo iracheno. E' arrivata ieri la delegazione irachena composta da esponenti della società civile e rimarrà in Italia fino al 6 ottobre. “Questo è un percorso iniziato nel 2001 – spiega Carla Cocilova, responsabile Arci per la solidarietà e la cooperazione internazionale – e ha visto nascere vari progetti, finanziati dall'Unione Europea. Il progetto in questione tratta l'integrazione delle minoranze religiose nei territori iracheni, e la delegazione presente a Pontedera è composta da persone che lavorano in simbiosi per la pace in Iraq ma che hanno culti religiosi differenti. Al nostro fianco ci sono soggetti della società civile, Tavola della Pace, Un Ponte per, il Comune di Pontedera e l'Unione Valdera”. Un progetto che non si ferma nonostante le violenze continue compiute dall'Isis e che prova a tutelare le minoranze religiose, partendo da una rete di associazioni composte da giovani con diversi culti religiosi, ma che copre l'intero territorio iracheno.

Anche il sindaco e presidente dell'Unione Valdera Simone Millozzi ha dato il benvenuto alla delegazione: “Siamo molto felici di avere sul nostro territorio questa delegazione – spiega – e siamo consapevoli dell'importanza di conoscere storie come queste e di poter collaborare per la pace di questi territori. Di fronte alla crisi economica e sociale il nostro messaggio è rimanere aperti verso queste testimonianze e aiutare questi popoli”. Il sindaco di Ponsacco Francesca Brogi, nelle vesti di delegata alla cooperazione internazionale per l'Unione dice: “Queste testimonianze ci fanno interrogare sul ruolo delle istituzioni. La direzione da seguire è quella per la costruzione di una società più aperta – conclude - e di una ricerca continua del riconoscimento del diritto alla pace”.  



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