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mercoledì 17 luglio 2019

Spettacoli lunedì 07 dicembre 2015 ore 18:30

Alla biblioteca in scena amore & calcio

Venerdì 11 dicembre nella struttura in viale Piaggio il regista Michele Santeramo presenta uno spettacolo che parla di sport e non solo



PONTEDERA — Venerdì 11 dicembre chiudete i libri e aprite le orecchie. Alla Biblioteca Gronchi di Pontedera va in scena, alle 17,30, lo spettacolo di e con Michele Santeramo intitolato Storie d’amore e di calcio.

L'ingresso è gratuito. Le storie di cui tratta lo spettacolo legano calcio e amore di paese. I protagonisti sono persone di cui mai si sentirà parlare. La piazza della quale si racconta non sarà mai sui giornali, eppure contiene ogni sera il pulsare profondo delle vite di quelle poche persone che spendono il tempo a inseguire sogni, perderli, innamorarsi, perdere. Questi posti, e di conseguenza queste storie, conservano il gusto di una Italia diversa da quella ogni giorno raccontata dalle troppe informazioni di cui si è vittime. Raccontano un Paese in cui è ancora possibile conoscere tutti, interessarsi delle vicende dei figli, stabilire un senso di appartenenza ad una comunità. Attraverso il calcio di paese e i suoi personaggi – come per esempio il democristiano che senza capire di pallone, sotto elezioni, si fece eleggere nel consiglio di amministrazione della squadra locale, e alla prima riunione, quando fu posto il problema di comprare i guanti per il portiere, si alzò e disse: non cominciamo, se dobbiamo comprare i guanti, li dobbiamo comprare a tutti -, attraverso questi personaggi si tenta di raccontare un mondo fatto di sentimenti semplici, quelli che stanno dietro l’intelligenza e che provano a descrivere il principale nucleo emotivo delle persone. In questi racconti di calcio una punizione può avere un significato divino, e non essere soltanto un calcio da fermo; un rigore può cambiare la storia di una vita, non di una partita. Non è uno spettacolo che racconta l’attualità del pallone italiano, né le pure eccezionali imprese delle grandi squadre e dei campioni. Piuttosto assomiglia a certe serate immaginate in compagnia di Brera e Rocco, davanti alla tovaglia a quadretti di una trattoria, a bere vino, parlar di donne e solo di sfuggita riflettere sul calcio.
Sono storie in cui tra giocatori e sparuto pubblico di amici, parenti e innamorate segrete, si instaura lo stesso rapporto di ascolto e di partecipazione che si spera di riuscire ogni sera a ricostruire a teatro.



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