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giovedì 12 dicembre 2019

Lavoro sabato 01 ottobre 2016 ore 07:30

"Caro sindaco, cerchiamo di salvare il possibile"

Marcello Casati

Casati ha risposto a Millozzi sulla crisi occupazionale della Valdera: "Gli amministratori e i politici locali devono tirare fuori gli attributi"



PONTEDERA — Comincia con "Caro Simone" la lettera aperta che il sindacalista Marcello Casati ha inviato al sindaco di Pontedera Millozzi sulla crisi occupazionale della Valdera.

"Ho letto la tua lettera - ha detto Casati - con alcune importanti affermazioni che, anche se in forte ritardo sui tempi, aprono uno spiraglio sulla discussione per il complicato momento occupazionale della nostra Valdera. Molto spesso ci siamo incontrati e anche scontrati per dare una risposta concreta alle richieste occupazionali del territorio. Purtroppo con scarsi risultati ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Potrei licenziare questo mio ragionamento dicendo che le famose “lacrime del coccodrillo” oggi servono ben poco, invece provo a risponderti costruttivamente. Non so quanto sia possibile oggi recuperare il tempo perduto per colpa di tutti: amministratori, politici, aziende e in parte anche del sindacato. Non si è mai voluto capire o qualcuno ha fatto finta di non capire, che la politica praticata dal Gruppo Piaggio, da alcuni anni a questa parte, ci avrebbe portato a queste estreme conseguenze. Anche alcune aziende dell'indotto pensavano di potersi salvare, anche a danno di altri colleghi, non capendo invece il vero obiettivo dell'azienda madre, ampliato dalla grave crisi economica che ha colpito l'industria italiana".

L'analisi di Casati non è positiva: "La nostra gente è impoverita, stanca e sfiduciata. Possiamo recuperare tutto quello che ci è stato tolto? Personalmente penso proprio di no. Sarebbe però utile, per non chiudere del tutto le saracinesche, fare tutti quanti un serio esame di coscienza e attivarsi, unitariamente, nell'interesse del nostro territorio e dei nostri figli".

Per Casati "occorre un comportamento diverso della Regione Toscana per aiutare le nostre aziende in crisi a superare questo difficile momento. Anche se siamo distanti di alcuni chilometri dalla costa livornese, i problemi sono gli stessi e guardando al futuro, ancora più gravi. Gli amministratori ed i politici locali devono tirare fuori gli attributi e cessare di farsi condizionare dalla politica romana e fiorentina. Una parte importante la devono svolgere anche i rappresentanti delle aziende, partendo dall'Unione Industriale Pisana, la quale ha al suo interno professionalità e capacità da vendere. Al sindacato spetta un ruolo importante e certamente non facile da affrontare, in un contesto occupazionale come quello attuale. Occorre però affrontarlo, unitariamente, come altre volte abbiamo fatto e penso alla grave crisi degli anni ottanta. Occorre anche uno spirito diverso e un salto di qualità sapendo che ti devi confrontare con aziende che fanno certamente i suoi interessi ma non sono dei padroni, come qualcuno continua a pensare, bensì datori di lavoro che oltre ai problemi del mercato, in molti casi, devono fare i conti con realtà dove i veri proprietari sono le banche".



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