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domenica 25 agosto 2019

Cronaca giovedì 09 novembre 2017 ore 11:19

I cugini dello spaccio pontederese

I carabinieri hanno ricostruito tre anni di attività. I due avevano messo in piedi una sorta di call center dello spaccio. Chi erano i consumatori



PONTEDERA — Erano conosciuti dai carabinieri come persone che gravitavano nel mondo dello spaccio di cocaina in grandi quantità, protagonisti di diverse risse con altri spacciatori, magrebini.

Il tutto per la "conquista della centralissima piazza di spaccio di viale Italia a Pontedera" come hanno spiegato i carabinieri. 

A finire in carcere due cugini albanesi, rispettivamente di 33 e 26 anni, entrambi senza fissa dimora, con numerosi precedenti penali.

L’indagine è stata avviata dai Carabinieri di Pontedera nel mese di agosto scorso. Ha preso spunto da una segnalazione di un cittadino su un possibile luogo in cui veniva nascosta la droga. La verifica dei carabinieri ha portato al sequestro di numerose dosi di cocaina ed un telefono cellulare, rivelatosi un vero e proprio call center in uso ai due malviventi.

Per identificare i due spacciatori i carabinieri hanno interrogato diversi consumatori, i cui nomi sono stati trovati nella rubrica del telefono e dalle conversazioni presenti in memoria.

I cugini albanesi sono risultati spacciatori di ingenti quantità di cocaina, dal 2015 al 2017. I due avrebbero guadagnato diverse decine di migliaia di euro.

I carabinieri hanno sottolineato che erano tanti i consumatori, dall’operaio allo studente, dal libero professionista al commerciante.

L'indagine è stata diretta dalla Procura pisana, nelle persone del Procuratore Capo Alessandro Crini e nel sostituto Procuratore Aldo Mantovani. I due albanesi si trovano in carcere a Pisa. 

"La qualità del lavoro offerto dagli inquirenti - hanno spiegato i carabinieri in una nota - ha reso possibile l’adozione di tale misura (il carcere, ndr), grazie anche al lavoro certosino del Giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Laghezza, che ha condiviso l’impianto accusatorio a carico degli arrestati". 



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