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Attualità mercoledì 10 agosto 2016 ore 18:20

I santi al servizio dei Pokémon

L'ingresso del cimitero di Pontedera

Chiese, monumenti, cimiteri, uffici trasformati in luoghi di cattura o in pit stop per rifornimenti. Il celebre videogioco racconta un'altra Pontedera



PONTEDERA — Un tempo erano il luogo del silenzio, della devozione, dell'introspezione, della preghiera. Oppure, simboli della collettività: edifici che costituivano il luogo eminente delle decisioni, dove si stabilivano le regole per organizzare la vita sociale. Nel primo caso cimiteri, chiese, immagini religiose. Palazzi istituzionali nel secondo: municipi, uffici, servizi di ogni genere.

Certo, ancora oggi mantengono la loro funzione (e ci mancherebbe) ma il fenomeno globale che va sotto il nome di Pokémon Go - un videogioco che  permette di dare la caccia a mostriciattoli virtuali per le  strade della città e non solo - ha ormai conferito a tutti questi luoghi una seconda valenza. O meglio: una seconda identità. Che in certi casi lascia sbigottiti.

Pokémon Go è un fenomeno ormai planetario. Ben noti sono i casi estremi, storie che raccontano di cacciatori coinvolti in incidenti stradali, o di accese proteste, come nel caso del memoriale di Auschwitz, dove sono stati individuati ben 136 Pokémon, scoperta che ha suscitato l'indignazione del direttore del museo dell'olocausto. Anche Pontedera custodisce le sue piccole sorprese.

Per esempio, salta subito all'occhio la presenza dei cosiddetti pokestop, punti dove si possono effettuare rifornimenti di palline per catturare i bizzarri animaletti, praticamente in ogni effige religiosa del circondario. Basta scaricare l'app gratuita per rendersene conto. I pokestop, come i pokémon, sono ovunque. Così la Sant' Anna di via Rossini, in centro, da icona degna di devozione, o anche solo opera d'arte da apprezzare con sguardo laico, si trasforma in dispensatrice di pokeballs.

Lo stesso dicasi per Madonnina del Gillo, vicino a palazzo Pretorio, e per la Madonna di via Palestro, o quella del parco in via della Stazione Vecchia, posizionata all'inizio della gradinata che porta sull'argine del fiume Era, all'ombra della quale troviamo alcuni ragazzini alle prese con una sfida mozzafiato, incollati allo schermo, perché, in questo caso, la Madonna è addirittura una palestra, ovvero un luogo dove potersi mettere alla prova come allenatori testando la qualità dei propri animaletti virtuali.

Se un tempo ci si recava nei luoghi di culto solo per chiedere una grazia, un'intercessione, magari l'assolvimento da un peccato, oggi, armati di cellulare, possiamo sfruttare il servizio che i santi prestano alla Niantic Labs. Ma non è finita. Il sistema sfrutta, lo si sarà intuito, il gps. Seguendolo scopriamo che neppure un luogo sensibile quale un cimitero è immune alla pervasività del gioco.

Non troviamo pokémon all'interno (non in quello di Pontedera) ma all'ingresso, dove accoglie il visitatore una statua di Gesù che non può lasciare indifferente neppure chi nutre scarse speranze sull'alidilà, ecco, lì c'è un pokestop. E coincide con l'immagine stessa del Cristo. Per accedere al servizio occorre puntare la fotocamera del dispositivo sulla statua. Le sfere - miracolo postmoderno con una sfumatura che sa di  blasfemo - compaiono magicamente fra le mani del redentore. Che avrebbe detto il Foscolo?

Non si salva neppure l'ospedale. La croce di Pontedera, la Madonna all'ingresso del Lotti (dentro al quale non siamo entrati per rispetto del luogo) sono dei pokestop.

Altri monumenti si prestano al gioco: il memoriale ai caduti di tutte le guerre a La Rotta; il monumento ai caduti di Nassiriya; la chiesa di San Giuseppe a Pontedera e il suo oratorio; la targa in memoria di Giovanni Gronchi in via I Maggio. Nell'atrio di Palazzo Stefanelli, il nostro municipio, catturiamo un Rattata (esemplare di pokémon simile a un ratto).

Gli uffici dell'Inail in via Flaming e il centro amministrativo e organizzativo dell'Usl 5 Valdera in via Fantozzi brulicano di pokémon. Non c'è rotatoria che non  rappresenti un'attrazione, spesso collocata al centro esatto dello svincolo, non sempre raggiungibile con attraversamento pedonale e dunque senza rischio.

Sul tema pokemon, così popolare, fioccano le parodie. Una è made in Valdera, firmata dallo Youtuber ZeroDx, che ha pubblicato una singolare versione del motivetto (vedi il video alla fine dell'articolo).

C'è chi sostiene che il gioco venne pensato e sviluppato per condurre i cosiddetti nerd fuori dalle loro stanze solitarie, a contatto con il mondo, per socializzare con altri giocatori. Viene il sospetto, dopo un giro di ricognizione in questo universo parallelo, che sia accaduto il contrario: che il mondo si stia trasformando, poco alla volta, nella stanza di un nerd.

Filippo Bernardeschi
© Riproduzione riservata

Oltre i cieli di POKÉMON GO ! (PARODIA)


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