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Attualità martedì 11 ottobre 2022 ore 17:15

Il maestro Loscalzo dalla cattedra ai pennelli

Luigi Loscalzo con alcuni dei suoi dipinti esposti

Dall'infanzia in Inghilterra al ritorno in Italia, fino alle scuole della Valdera: l'ex insegnante espone circa 200 suoi dipinti al Palazzo pretorio



PONTEDERA — Sembra quasi un film neorealista, quelli di Rossellini e Visconti. Perché la vita di Luigi Loscalzo, maestro elementare ormai in pensione e artista prolifico tra quadri e disegni, passa tanto dal riscatto, sociale e personale, quanto da un lungo cammino familiare. Che, in questi giorni, è in mostra anche al Palazzo pretorio di Pontedera, in occasione dell'esposizione per il premio "Giovanni Gronchi" per le arti visive.

La storia comincia negli anni Cinquanta, quando Loscalzo, con sua madre e sua sorella, raggiunge il padre che da qualche tempo lavora come operaio a Nottingham, in Inghilterra. "Siamo partiti da Accettura, il mio paese in Basilicata: per me è stato uno shock culturale e linguistico enorme - ha raccontato - presto, però, i miei genitori si resero conto che per me, crescere lì, non sarebbe stato sicuro".

Del resto, in quegli anni, era l'Inghilterra anche dei teddy boys, una sottocultura che, oltre a rivestire i giovani dell'epoca in modo elegante, diffondeva anche una certa violenza tra i ragazzi.

Il maestro Luigi Loscalzo

Allora, a 10 anni, Luigi torna in Basilicata dai nonni, dovendo reimparare di nuovo una lingua. "Non sapevo una parola di italiano, solo dialetto o inglese - ha aggiunto - inoltre, da una città industriale, piena di taxi e autobus, mi ritrovai in un paesino di pochissimi abitanti".

"Sono comunque riuscito a prendere la maturità e mi sono anche iscritto all'università a Bari - ha spiegato - però, in quegli anni, molti dei posti dei concorsi pubblici erano riservati agli italiani cacciati dalla Libia da Gheddafi e, per questo, era molto complicato entrare. Avevo bisogno di lavorare e, per questo, tornai a Nottingham dai miei genitori".

La mostra di Luigi Loscalzo

Dopo un primo lavoro in una multinazionale di software e informatica, arrivarono le prime supplenze nelle scuole italiane in Inghilterra. "Grazie al consolato, poi, riuscii a insegnare anche italiano nelle scuole inglesi, come lingua straniera - ha ricordato - nel 1978, alla fine, vinsi il concorso e ottenni il mio primo incarico alla scuola di Montecalvoli".

Un punto di svolta che, finalmente, portò Loscalzo a trasferirsi a Pontedera e, successivamente, a insegnare alla scuola del Romito. Proprio in questo periodo, quindi, la passione per la pittura trovò sempre più spazio. "Ricordo bene che il primo stimolo lo ebbi ad Accettura, quando andai in chiesa con mio nonno e rimasi colpito da un affresco realizzato da un compaesano - ha detto - da quel momento cominciai con carta e lapis e, piano piano, passai ai colori".

Un altro angolo dell'esposizione

"Spesso quando portavo fuori i miei figli a giocare, mi portavo dietro i pennelli e dipingevo mentre li osservavo da lontano - ha continuato - perlopiù realizzavo scorci del mio paese, nature morte o utensili dei contadini. Un giorno, un critico d'arte venne a trovarmi nel mio garage dove tenevo i quadri e mi convinse a fare la mia prima mostra, che si tenne a Villa Crastan".

Adesso, grazie al tempo libero della pensione, l'ex maestro può dedicarsi totalmente alla pittura. "Per me dipingere è come farsi rubare i pensieri, mi aiuta a distogliermi dalla quotidianità che tutti noi affrontiamo - ha commentato - da una quindicina di anni ho soltanto lavorato, senza far mostre. Per questo, ho accumulato moltissimi dipinti, che conservavo in uno spazio espositivo in via Montanara".

Loscalzo mostra alcuni dei suoi acquerelli

E grazie all'esposizione di Palazzo pretorio, quei quadri, circa 200, non sono soltanto in mostra, ma possono anche far del bene. "Non volevo certi disfarmi dei dipinti, ma volevo impiegarli per un fine utile - ha concluso - quando, grazie a Uildm e a Tarta Blu, ho avuto l'opportunità di esporre per beneficienza, l'ho fatto davvero col cuore".

Pietro Mattonai
© Riproduzione riservata


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