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Politica domenica 06 giugno 2021 ore 18:00

"Il sindaco non è uno sceriffo"

Il sindaco Matteo Franconi

Sul caso delle maleodoranze ai Fabbri, Matteo Franconi ha scritto sui social che la questione è complessa e non può essere ridotta a slogan



PONTEDERA — "Capisco pienamente le sollecitazioni e le ragioni dei cittadini dell'abitato che hanno diritto a vivere senza il fastidio intollerante di maleodoranze moleste. Ma il sindaco, nel nostro ordinamento, non è uno sceriffo che decide in autonomia come più ritiene meglio ed utile. Perché il sindaco di Pontedera possa fare una ordinanza a tutela della salute pubblica deve acquisire pareri tecnici degli organi competenti e rispettare procedimenti di legge".

Questo quanto scritto dal sindaco Matteo Franconi sul suo profilo Facebook in replica sia ai cittadini dei Fabbri, che protestano per i cattivi odori derivanti dall'allevamento di bovini, sia agli esponenti di Fratelli d'Italia, che di questa protesta hanno fatto una loro battaglia politica.

Franconi, in sostanza, con un "lunghissimo post" spiega che la questione è complessa e che non può essere ridotta a semplici slogan, e che i poteri del primo cittadino non sono assoluti. Di seguito quanto le parole affidate ai social dal primo cittadino pontederese, corredate dalla foto di uno striscione con scritto "Sindaco da che parte stai? Meno puzza, più giustizia".

La foto dello striscione pubblicata da Franconi

"SULLA VICENDA DELLA STALLA A I FABBRI. POST LUNGHISSIMO PERCHÉ GLI SLOGAN NON RACCONTANO MAI LA VERITÀ 

Questo striscione mi consente di spiegare la vicenda della stalla a Treggiaia, una storia che deve esser raccontata per quello che è e che, purtroppo, al netto delle legittime richieste degli abitanti, è stata strumentalizzata, come molte altre, da una politica piccola, dai professionisti delle soluzioni semplici per i problemi complessi, dagli alchimisti della polemica e della contrarietà a prescindere.Gli striscioni invece non possono non piacere: nello sport come nella vita, traboccano di passione e ragioni forti che meritano di esser ascoltate, accolte, riscontrate. Avverto che per raccontare con serietà come stanno le cose non posso usare uno slogan facile come quelli che vanno di moda oggi. Chi non sopporta la fatica della complessità può tranquillamente fermarsi qui nella lettura. Chi ha voglia di farsi un'idea affidabile ed oggettiva sarà costretto ad andare fino in fondo a questo post. Quel che scrivo qui ovviamente è riscontrabile e reperibile negli atti. 

Ho chiarito anche alla consulta di frazione la posizione dell'amministrazione comunale dopo aver registrato e riscontrato le criticità lamentate dall'abitato di Treggiaia in merito alle maleodoranze avvertite dall'attività della stalla: non ci deve essere spazio alle opinioni nè tanto meno alla polemica spicciola quando si parla di legittimità di una azienda ad operare sul territorio né quando si parla di tutela della salute pubblica. Serve che tutti gli uffici e gli organi tecnici competenti in materia sanitaria, ambientale, autorizzattiva verifichino puntualmente il rispetto delle regole, leggi, norme ed in caso contrario chiedano e propongano eventualmente al sindaco l'adozione di un proprio atto; proprio per questo motivo non ha mai voluto intervenire sulla discussione pubblica ma ha sempre seguito la vicenda monitorando i procedimenti tecnici e le interlocuzioni in corso chiedendo ogni documentazione e/o nota ritenuta utile al supporto istruttorio ed al compendio motivazionale di eventuali provvedimenti da assumere.

L'iter amministrativo riguarda due fronti: l'attività attualmente in essere da parte della stalla e le procedure in corso di valutazione presso le autorità tecniche competenti, riguardanti i progetto di sviluppo presentati dalla proprietà.

LA QUESTIONE DEL NUMERO DEI CAPI DI BESTIAME PRESENTI

Il Suap dell'Unione Valdera, raccolti i contributi di Regione, Arpat, USL ed uffici comunali ha emesso una ordinanza il 15/03/2021 nei confronti dell’Azienda Agraria ordinando:- la riduzione immediata del numero dei capi di bestiame nell’allevamento a 300 (con un riferimento al peso medio vivo di 400 Kg)- l'esatta definizione delle procedure di gestione del letame dei bovini indicando precisamente le quantità ed i siti di stoccaggio, a partire dalla concimaia sino alla loro destinazione finale, - la presentazione di una relazione in merito alla gestione del letame comprensivo dei tempi di pulizia della stalla e rimozione delle lettiere, - il monitoraggio, controllo e gestione con agenti abbattenti degli insetti molesti, - il monitoraggio, controllo e gestione delle maleodoranze.

L'azienda ha fatto ricorso al TAR che ha sospeso il provvedimento del SUAP fino alla presentazione del ricorso di merito ritenendo che una breve sospensione dei provvedimenti impugnati non pregiudicasse il pubblico interesse sotteso all'ordine di riduzione immediata dei capi presenti nell'allevamento.

In data 17.05.2021 l'Azienda Agraria ha presentato ricorso di merito al TAR per l’annullamento dell’ordinanza che impone la riduzione del numero dei capi di bestiame e di ogni altro atto connesso, presupposto o consequenziale.

Il Suap si è costituito per difendere le proprie ragioni davanti al TAR incaricando il 31/5/2021 un proprio legale: la seduta in cui sarà trattata la richiesta di sospensiva del provvedimento è fissata il giorno 8/6/2021

IL PROCEDIMENTO (IN CORSO) FINALIZZATO ALL'EMISSIONE DI UNA ORDINANZA SINDACALE AI SENSI DELL'ART. 217 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE 

Sulla scorta del provvedimento del Suap e delle note USl ed Arpat assunte nelle motivazioni, l'amministrazione comunale ha avviato un procedimento di verifica delle condizioni igienico – sanitarie preordinato all’emanazione di un eventuale provvedimento sindacale ai sensi del Testo Unico delle Leggi Sanitarie.

L'avvio del procedimento è del 18 marzo 2021 ed è finalizzato all’emissione di un provvedimento ordinatorio contenente speciali prescrizioni igienico-sanitarie a tutela della salute pubblica. 

Il comune, acquisito il materiale da parte dell'azienda agraria nel mese di aprile ha richiesto all'azienda USL un contributo tecnico relativo all’applicazione dell’art. 217 T.U.LL.SS. da parte del Sindaco (questo contributo è assolutamente indispensabile, e neppure sufficiente, perché il sindaco possa fare una ordinanza e difenderla contro ogni eventuale ricorso. 

A metà maggio l'Azienda USL ha richiesto una proroga del termine per il rilascio del parere tecnico di competenza in considerazione del livello di complessità della normativa di settore applicabile alla valutazione specifica dell’insediamento zootecnico in oggetto.

Agli inizi di giugno 2021 il comune ha sollecitato l'invio del contributo tecnico richiesto relativo all'applicazione dell'art. 217 del Testo unico di leggi sanitarie a tutela della salute pubblica: il sindaco ha bisogno di acquisire le speciali prescrizioni igienico-sanitarie richieste, di natura strutturale e/o gestionale, che dovranno confluire nella propria ordinanza. Si tratta di prescrivere al gestore dell'allevamento tutte le azioni per limitare le molestie e le maleodoranze verso la popolazione a tutela della salute pubblica. 

Oltretutto ieri, ricevuta una ulteriore segnalazione di cattivo odore da parte dei residenti e dal presidente della Consulta, ho prontamente attivato la reperibilità USL per verificare la situazione: le risultanze del sopralluogo e dell'intervento eseguito concorreranno al parere che sarà prodotto. 

PER CONCLUDERE 

Capisco pienamente le sollecitazioni e le ragioni dei cittadini dell'abitato che hanno diritto a vivere senza il fastidio intollerante di maleodoranze moleste. Ma il sindaco, nel nostro ordinamento, non è uno sceriffo che decide in autonomia come più ritiene meglio ed utile. Perché il sindaco di Pontedera possa fare una ordinanza a tutela della salute pubblica deve acquisire pareri tecnici degli organi competenti e rispettare procedimenti di legge. Poiché a me interessa la salute dei cittadini e non il consenso effimero figlio di promesse sbilenche o di azioni destinate a soccombere, posso affermare che su questa vicenda stiamo mettendo in campo tutte le misure, le azioni e le prerogative che abbiamo per rispettare il lavoro di una impresa a cui chiediamo il rispetto della legge e di tutto quel che serve alla salute pubblica. 

Capisco che la materia sia complicata, comprendo che sarebbe più facile per il sottoscritto e per il comune in generale dare una risposta ai tanti cittadini che la chiedono prevaricando le ragioni di fatto e di diritto di una azienda la cui attività non vogliamo demonizzare ma da cui pretendiamo rispetto per le regole. Ma io sono una persona seria e concreta: i problemi mi piace affrontarli e risolverli con efficacia e nel rispetto della legge. Prenderei in giro quelle persone, anche quelle legittimamente arrabbiate che hanno scritto lo striscione, dicendo che è tutto facile e tutto risolvibile. 

Preferisco invece svolgere il mio ruolo, rispettando le prerogative e le competenze che lo stato di diritto riconoscono al sindaco, senza fare lo sceriffo senza pistole ed il bullo delle promesse vuote. Così continueremo a fare. Ogni giorno e con ogni strumento a disposizione per accogliere le richieste dei cittadini e dare loro delle risposte efficaci, pertinenti, stabili ed utili".

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