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Attualità domenica 06 novembre 2016 ore 11:05

Per Legambiente è il paradosso Marconcini

Gli ambientalisti hanno ripercorso in modo critico la carriera del presidente Geofor dopo il caso dell'uso dell'auto aziendale. Chiedono le dimissioni



PONTEDERA — Legambiente Valdera è intervenuta sulla vicenda relativa a Paolo Marconcini e all'uso che questi ha fatto di un'auto aziendale. Sul fatto è stato aperto un fascicolo dalla procura. Per Legambiente il presidente di Geofor "è un paradosso vivente, da sindaco ha avversato come poteva la raccolta differenziata ed è stato messo a capo di un’azienda, la Geofor, che di questa si deve occupare. Ha cominciato come comunista, ed è finito come manager con auto blu e dichiarazione dei redditi al top. Come si dice tristemente, da giovani incendiari, da vecchi pompieri".

Gli esponenti dell'associazione ambientalista hanno ricordato che "30 anni fa Marconcini ha partecipato alla fondazione del circolo Legambiente Valdera, ma, una volta eletto sindaco ha cementificato il territorio comunale con un piano regolatore che ancora non ha esaurito i suoi effetti devastanti; si è battuto per avere a Pontedera un inceneritore, un termovalorizzatore come si diceva, e poi è tornato alla carica con un incredibile dissociatore molecolare".

Ripercorrendo il percorso di Marconcini da Legambiente hanno aggiunto: "Pensavamo fosse rinsavito quando ci parlò di un progetto per le energie verdi, di un parco di pale eoliche, salvo poi scoprire che, dopo aver attirato le pale, ma con scarsi guadagni per il comune di Pontedera, alla fine del mandato da sindaco, era entrato a far parte del consiglio di amministrazione della società che lo avrebbe realizzato, la ElectroWind".

"Il bilancio di Geofor sotto la sua gestione - hanno continuato - è sconfortante, dal 1990 ad oggi, non è stata capace di far funzionare un impianto di compostaggio, grazie alle battaglie degli ambientalisti per l’introduzione della pratica del Porta a Porta la raccolta differenziata ha raggiunto il 70 per cento una cifra non bassa ma che crolla quando si prende in considerazione il riciclaggio effettivo delle materie, gran parte dei rifiuti continuano a finire a Peccioli e in altre discariche, non è riuscita ad adottare misure per stroncare l’abbandono di rifiuti nelle strade e nelle campagne".

"Gli ultimi scivoloni di Marconcini, metteranno fine alla sua carriera? - si sono chiesti da Legambiente - Sarebbe l’ultimo paradosso, di fronte a tutti i danni fatti in questi anni, lo si manda a casa per un fatto, certamente deprecabile, ma sicuramente limitato. E' come se Barbablù fosse arrestato per evasione fiscale. Rivolgiamo un appello amichevole a Marconcini affinché si dimetta da solo e con l’onore delle armi. Ha dato molto, a nostro avviso molte cose non le ha azzeccate in campo ambientale, ma non è certo solo colpa sua. E poi ha fatto anche buone cose nel sociale, gli arredi urbani, il muro di Baj. Non chiediamo quindi la sua destituzione (queste cose nel nostro paese non accadono, i manager non si destituiscono, tutt’al più si liquidano con buonuscite milionarie e si ricollocano, aggiungendo beffa al danno). Riteniamo che Marconcini potrebbe dare l’esempio ad altri politici, messi a capo di aziende pubbliche non si sa bene come e in virtù di quali competenze, lasciando a testa alta per godendosi una meritata pensione".



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