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Attualità lunedì 03 agosto 2020 ore 16:21

​Lo scolmatore, la nostra perla

Sono in corso lavori di rafforzamento del contrappesi delle cateratte, ma nell'anno gli interventi sono tanti e continui fino al mare



PONTEDERA — Risale al 17 novembre scorso l'ultima, per ora..., piena dell'Arno e dei suoi affluenti. Quella domenica migliaia di pontederesi e cittadini del circondario affollarono gli argini, la partita di calcio fu sospesa e tutti parlavano, chiedevano, l'apertura delle cateratte. Che ci fu insieme al contributo dato dal bacino di Roffia che assorbì tanta acqua. 

"Il complesso dello scolmatore di Pontedera è il migliore d'Italia e per certi aspetto dell'Europa e oltre", ha detto l'ingegner Simone Dell'Aiuto che proprio sullo scolmatore ha incontrato i giornalisti insieme all'assessore pontederese Mattia Belli e ai consiglieri regionali Pd, Mazzeo, Nardini e Pieroni, di nuovo candidati per per le prossime elezioni toscane, mentre l'atteso candidato alla successione Rossi, Eugenio Giani, non è potuto essere presente.

Dell'Aiuto ha quindi spiegato i vari meccanismi, a cominciare da quello dei contrappesi ora sotto lavori di consolidamento, e le varie situazioni e scelte che vengono fatte ogni volta che si presenta una piena. Dicendo che tutti gli anni vengono fatti interventi ordinari per circa 400mila euro e oltre mentre l'intervento alla foce armata del Calambrone è stato di 17 milioni.

Due volte all'anno viene tagliata l'erba nel canale, si rafforzano col calcalcestruzzo i vari settori, e così via. Ed è sempre presente e attivo il consorzio di bonifica. Mattia Belli ha fatto anche presente la necessità di nuove casse di esondazione lungo il corso dell'Era mentre è stato spiegato che a ogni piena si riesce sempre a mettere d'accordo le amministrazioni pubbliche, a cominciare da quella di Pisa e della piana pisana, sui tempi di apertura delle cateratte.
Anche l'Usciana che un tempo finiva sempre in Arno tramite le cateratte di Montecalvoli, finisce ora, in tutto o in parte in giorni piena, nello scolmatore. 

Insomma, sono tanti i passi avanti rispetto a quando fu costruito lo scolmatore (lungo 28 chilometri) che purtroppo non entrò in azione perché mancava l'ultimissimo tratto per cui il canale non riuscì a fermare l'alluvione del 1966 perché le cateratte non poterono entrare in azione per cui l'Era, 'gonfio' e dilagò in città.

Mario Mannucci
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