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Attualità giovedì 28 novembre 2019 ore 10:00

Lo scolmatore visto da dentro

Lo scolmatore d'Arno visto da dentro (video di René Pierotti)

Immagini esclusive nella sala di comando dello scolmatore e la storia di questa opera idraulica, una delle più importanti del secolo scorso



PONTEDERA — Domenica 17 novembre sono state nuovamente aperte le grandi cateratte dello scolmatore che entrano un funzione anche da sé per la spinta dell'acqua, quando l'Arno arriva a 16 metri d'altezza. 

Sono un'opera idraulica grande quanto complessa e difficile da guidare e gestire perché nello Scolmatore entra anche l'acqua dell'Usciana, 33 anni fa deviata dalle cateratte di Montecalvoli con un bypass che attraversa la pianura fra Arno e Montecchio e entra con un 'sottopassaggio' nel grande canale. 

Al costo di 10 miliardi di lire lo Scolmatore fu realizzato nel '54 in seguito all'alluvione di Pisa del '49 e il suo scopo è puntato principalmente sulla sicurezza di Pisa, con conseguenti e ancora vive polemiche da parte dei pontederesi che si sono sentiti un po' esclusi dai benefici dell'opera che pure hanno in casa. Il canale artificiale è lungo 28,3 chilometri e fu realizzato per una portata di 1400 metri cubi al secondo che però non è stata mai raggiunta perché pericolosa per i centri abitati e le campagne pisano-livornesi, visto anche che nel canale sfociano il torrente Tora, il Fosso Reale e nella parte finale verso il mare _ spesso interrata, gran problema _ il canale dei navicelli. 

Ora la Regione ha promesso col governatore pontederese Enrico Rossi il potenziamento della portata con nuove escavazione dell'alveo e alzamento dii argini. con la speranza che succeda presto, mentre è stato abbandonato il progetto di rendere navigabile il canale _ con 50 milioni già stanziati _ per fini soprattutto di trasporto commerciale sull'asse Pontedera-Livorno e con la Piaggio prima interessata.

Dai tempi dell'alluvione del '66, causata dalla forte pressione dell'Era sugli argini fino ad abbattere quello della Montagnola perché l'Arno in piena non riceveva più le acque del suo ultimo affluente, sono state realizzate anche casse di esondazione sul torrente Cascina che sbocca in Era e ultimamente su Roffia nel sanminiatese che hanno dato un buon contributo anche alla piene del 17 novembre scorso.

Ma dal medioevo a questo terzo millennio si hanno notizie certe di oltre 60 alluvioni causate dall'Arno e dai suoi affluenti. E' una delle più famose è quella del 1333 (per capirsi, Dante Alighieri era morto da soli 12 anni) quando l'Arno distrusse il 'ponte vecchio' di Firenze. Mentre la grande piena del 1547 allagò Firenze, e sicuramente anche Pontedera e altri centri, addirittura il 13 agosto. A dimostrazione che le stranezze del tempo sono sempre avvenute.

Lo scolmatore e le sue cateratte non sono comunque il primo intervento di sicurezza idraulica realizzati nella pianura pisana. Il primo fu infatti nel 1558 e venne realizzato a Putignano _ dove sono ancora visibili le bocchette di immissione _ ma fu abbandonata poco dopo perché provocava inondazioni in quella zona.

Il secondo e più complesso intervento fu invece deciso nel 1565 da Cosimo I° de Medici con la costruzione del famoso 'Trabocco' di Fornacette, un ponte a 32 arcate ancora visibile e visitabile nell'orto del Cottolengo, collegato con un canale, l'Arnaccio, che avrebbe dovuto portare l'acqua in mare. Ma anche in questo caso avvenivano inondazioni causate proprio dal canale per cui pochi anni dopo il Trabocco diventò soltanto un ponte.

Come è arcinoto, nel 1966, l'anno dell' alluvione, lo scolmatore non era ancora pronto perché mancavano gli ultimi _ o, se volete, i primi _ 300 metri con vista e collegamento con le cateratte. Ultimi 300 metri completati nel 1970.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata


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