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Politica giovedì 30 dicembre 2021 ore 10:00

Mussolini non è più cittadino onorario

Discussione fiume in consiglio sulla mozione voluta dalla maggioranza e sull'emendamento della Lega. Qualche scintilla, ma alla fine viene approvata



PONTEDERA — Quasi due ore di dibattito (da remoto) in Consiglio comunale sulla mozione, annunciata da tempo e arrivata in discussione soltanto ieri, sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Alla fine, con i voti favorevoli della maggioranza, e, in più, quello della consigliera Fabiola Toncelli, ex M5s, la mozione è stata approvata: Mussolini non è più un cittadino onorario di Pontedera. Contrari, invece, gli altri consiglieri di minoranza presenti.

"Progetto Pontedera saluta con piacere questo atto così politicamente significativo, dovuto alla democrazia repubblicana. Via la cittadinanza a Mussolini da Pontedera, non cancellando la storia, che va conosciuta e studiata senza strumentali interpretazioni di parte - hanno commentato da Progetto Pontedera, lista che, pur non arrivata in consiglio comunale, ha contribuito alla stesura della mozione - la memoria di aver avuto tra i propri concittadini anche il capo del governo fascista resterà soltanto negli archivi, che non potranno evidentemente essere manipolati e le dichiarazioni in tal senso sono dichiarazioni di principio politico e non fattuale".


Nella discussione, infatti, a lungo è stata dibattuta l'ipotesi di cancellazione di riferimenti a Mussolini negli archivi, che secondo le opposizioni comporterà un danno per la conservazione della memoria storica. "Come gruppo di Fratelli d’Italia non avremmo avuto problemi a revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, ma non siamo d’accordo a votare a favore di una mozione che, oltre all’intenzione politica di rimuovere la cittadinanza onoraria, porta con sé anche la furia ideologica della cancellazione della storia - hanno spiegato da FdI - cosa vuole dire rimuovere e spazzare via dagli archivi ogni riferimento, traccia, nota di Benito Mussolini?"

Matteo Bagnoli, capogruppo di Fratelli d'Italia


"La cancel culture non ci rappresenta: per noi la storia non si cancella, deve servire per ricordare gli errori commessi nel passato per evitare di commetterli di nuovo nel futuro - hanno aggiunto - votare la mozione, così come formulata dalla maggioranza, avrebbe significato sottoscrivere una marea di sciocchezze amministrative".

Di contro, il gruppo di maggioranza ha replicato che così non sarà. "Nella mozione non viene scritto che sarà tolto ogni riferimento a Mussolini, tutt'altro. Non vogliamo affatto dimenticare quel che è stato fatto dal Partito fascista - ha specificato il capogruppo del Pd, Floriano Della Bella - capisco l'emendamento della Lega, ma personalmente credo che l'argomento sarebbe affrontato in maniera migliore con una nuova mozione: non trattiamo la vicenda come merce di scambio".

Floriano Della Bella, capogruppo del Partito democratico


A tener banco, infatti, oltre alla proposta lanciata dalla maggioranza, è stato anche l'emendamento proposto dalla Lega e poi respinto dal consiglio, che avrebbe conferito la cittadinanza onoraria a Norma Cossetto, giovane studentessa catturata dai partigiani slavi e poi uccisa in una foiba. "Sono pochissimi i pontederesi che sapevano della cittadinanza onoraria a Mussolini, segno che il vero problema non è l’atto in sé, ma ciò che la comunità percepisce - hanno detto dal gruppo consiliare della Lega - per questi motivi abbiamo proposto il conferimento della cittadinanza a Norma Cossetto come simbolo di parità tra tutti i totalitarismi e tra tutte le dittature. Non c’è differenza tra carnefici, siano essi di destra o di sinistra".

Rebecca Stefanelli, capogruppo della Lega


"Chi cerca di barattare la cittadinanza al duce con altre proposte fa finta di non comprendere o non vuole essere partecipe di questo atto riparatore verso la democrazia - hanno concluso da Progetto Pontedera - votare contro, equivale a restare inchiodati a quel passato che la storia ha condannato inesorabilmente. Oggi, i cittadini di Pontedera hanno un ragione in più per essere soddisfatti di far parte di questa comunità: non c’è più tra loro la macchia di Benito Mussolini, mentre rimane iscritta la senatrice a vita Liliana Segre, che del regime fascista fu vittima come migliaia di cittadini italiani".


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