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venerdì 20 settembre 2019

Attualità mercoledì 22 agosto 2018 ore 13:00

Prospera e si allarga il fico del ponte

Quest'anno uno dei due alberelli nati sotto il ponte della '67 allo scolmatore ha fatto anche i fichi. Ahimè seccati



PONTEDERA — Vero che due rametti di fico spuntarono anni fa fa anche sul tetto del Duomo, frutto dell' "impollinazione" dei piccioni. Ma furono estirpati con supporto di una grande gru e per ora non sono rispuntati. 

Uno dei due alberelli di fico da tempo nati sotto ponte dello scolmatore sulla Statale Tosco Romagnola - non una stradetta di campagna, una Statale - è invece sempre più florido e ha fatto anche i fichi. Irraggiungibili senza mezzi tecnici adeguati sia dal greto del canale che dal marciapiede - con spalletta - della Statale ma, si presume, buoni, almeno fino a qualche giorno fa. Mentre ora sono seccati. L'altro alberello stenta invece a crescere.

Anche queste piante sono il frutto degli uccelli che hanno lasciato i loro escrementi e relativi semi nelle infrastrutture del ponte, ma non crediamo d'esser troppo allarmisti o di volerci per forza accodare agli allarmi generali che si levano in questi giorni da tutta Italia, se diciamo che, forse, i fichi, intesi come piante e non come frutto, non fanno bene a un ponte ponte dove ogni giorno passano migliaia di mezzi a motore, compresi molti Tir e simili.

Da due giorni c'è anche un cantiere aperto sul ponte, che a questo punto possiamo intitolare Ponte dei fichi. Ma con i gustosi frutti della tarda estate non c'entra niente. Innanzitutto perché opera sulla corsia sud, verso la Piaggio, lato sfornito di alberelli sulle scarpate, e poi perché sta realizzando una tubatura-fogna per portare dall'altro lato del canale l'acqua di scarico proveniente da Calcinaia, in questo caso alleata con Pontedera, per farla sfociare nel depuratore pontederese. 

Ultima considerazione: a chi appartiene il compito di vigilare su questo ponte? La risposta appare difficile. Verrebbe da chiamare in causa l'Anas, l'ente che si occupa delle strade statali e che ora è stata inglobata nella società delle ferrovie. Ma il compito di vigilare, e magari estirpare i due fichi nati sotto il ponte, potrebbe invece essere della Regione, della Provincia o chi sa di chi altro. A meno che qualcuno, esperto, non risponda all'interrogativo assicurando che questi alberelli non danneggiano il ponte. Anzi lo... rinforzano.

Mario Mannucci
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