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Attualità domenica 06 dicembre 2015 ore 18:45

Queste persone andranno a vivere in un borgo

Immerso nella campagna, ecosostenibile. Rispettando il metodo del consenso. Il primo progetto Cohousing in Toscana. Cercano altre famiglie da inserire



PONTEDERA — Il gruppo Cohousing cerca nuove famiglie per vivere insieme nel verde all'insegna della condivisione. Il progetto è nato nell'aprile del 2012 dalla volontà di ampliare la condivisione del gruppo d'acquisto solidale Gas.

Le motivazioni che legano queste persone, le prime a prospettare un progetto di Cohousing in Toscana, sono la passione per la bioedilizia e le relazioni sociali.

Il terreno verrà acquistato a gennaio dopo che i venticinque membri di sei famiglie (ma cercano fino ad altri sei nuclei da inserire) si saranno costituti in una cooperativa.

I due ettari e mezzo saranno immersi nel verde, vicino a Pontedera, tra La Rotta e Castel del bosco, alle Valicelle: “I primi aderenti alla Cohousing hanno espresso la volontà di essere sì nella natura, ma vicini a Pontedera per vari motivi” spiega una delle relatrici, Monica Baldini.

Il progetto è stato ri-presentaro al centro Poliedro di Pontedera venerdì 4 dicembre. Diverse persone sono accorse per capire di più e valutare se questo progetto condiviso potesse rappresentare la loro nuova casa. Le adesioni sono ancora possibili.

Nonostante l'idea vada avanti da tre anni i progetti delle case non sono stati ancora fatti: “La fase della progettazione, la più bella, – spiega Giovanni Forte, uno dei primi partecipanti – la faremo una volta che sapremo quanti siamo. A gennaio costituiremo la cooperativa. Se saremo sei nuclei procederemo alla costruzione delle case, se saremo otto o di più daremo il via anche alla realizzazione degli spazi condivisi come la biblioteca, la lavanderia e la falegnameria”. I cantieri dovrebbero terminare in breve tempo, nel 2017: “Le case in legno si costruiscono più velocemente, ci vorranno 18-20 mesi”.

Verranno aperti dei mutui per permettere a tutte le famiglie di avere i finanziamenti: “Lavoreremo con Banca Etica. Una banca che già dal nome si pone diversamente rispetto agli altri istituti. Per questo la consideriamo più un partner che un finanziatore”. Definiti anche i costi delle operazioni: “Se saremo in sei o in otto ci vorranno circa 230mila euro a nucleo. Se saremo in dodici, spese minori, circa 200mila euro complessivi” conclude Forte.

Le case saranno prive di impianto di riscaldamento: “Non serve – spiega il costruttore e membro del gruppo Cohousing Marco Finocchiaro - la casa in legno ha un comfort abitativo diverso rispetto a quelle tradizionali. La temperatura si mantiene costante tutto l'anno. Abbiamo visto alcune case simili in zone qui vicino: l'unico problema è che c'è un po' troppo caldo a settembre e ottobre. Altri vantaggi: per i terremoti il legno è molto più elastico del cemento”.

Il progetto va avanti secondo il metodo del consenso, ovvero non si cerca la maggioranza ma l'unanimità: “Una via più faticosa ma più gratificante sul lungo periodo – spiega un altro membro, Monica Baldini – per questo teniamo conto anche delle esigenze dei bambini. In alcune riunioni hanno espresso dei desideri: la casa di legno e un laghetto coi pesci”.

Il gruppo Cohousing sarà costituito da una comunità intergenerazionale (si va dai 2-3 anni dei piccoli fino ai cinquantenni). Nella proprietà ci saranno orti e una parte bosco.

Alla fine della discussione è stato chiesto ai partecipanti perché si erano interessati al Cohousing. E' emerso, in tutti quelli che hanno risposto, che una delle principali ragioni è quella di migliorare la qualità delle relazioni.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito di Cohousing Pontedera cliccando qui.

René Pierotti
© Riproduzione riservata


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