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Lavoro lunedì 10 febbraio 2020 ore 09:36

Referendum Piaggio, Usb non vota

Il sindacato punta il dito contro azienda, Fim, Fiom e Uilm: "Accordo grottesco. Piaggio fa 49 milioni di utile, a noi le briciole"



PONTEDERA — Il sindacato Usb è tornato a parlare sulla questione Piaggio e per far sapere che non parteciperà al referendum che dovrebbe mettere in chiaro chi è d'accordo con la trattativa e chi no. Il referendum è in programma in azienda il 12, 13 e 14 febbraio.

Da Usb: "Due anni di trattativa per partorire un accordo, a tratti grottesco, che è stato presentato in neanche un’ora di assemblea. Questo epilogo sarebbe stato ben diverso se questa trattativa fosse partita veramente dai lavoratori e dalle lavoratrici, se la piattaforma fosse stata condivisa".

Dal sindacato hanno aggiunto: "Ci ricordiamo tutti le parole dei segretari confederali in assemblea: “i sabati non saranno toccati!” Invece le nostre giornate di lavoro sono state svendute per quattro spiccioli. Manco un caffè al giorno. Invece la democrazia sindacale, grazie a questo regalo di Fim, Fiom, Uilm e azienda, rischia di essere definitivamente compromessa dentro il nostro stabilimento creando un pericolosissimo precedente per la democrazia sindacale a livello nazionale. In questo senso l’esperienza della Fiat dovrebbe averci insegnato qualcosa. Noi lavoratori e lavoratrici Piaggio abbiamo una responsabilità storica. Lanciare un segnale forte a tutti quelli che ci considerano carta straccia, pezzenti senza dignità".

"A fronte di 49 milioni di euro di utile - hanno detto ancora dal sindacato - ci vorrebbero comprare con una briciola che equivale neanche allo 0,9 per cento dei loro guadagni annuali. Che se le tengano quelle briciole. E noi ci teniamo i nostri sabati, il pluralismo sindacale ma soprattutto la nostra dignità di lavoratori e di operai. Facciamo fallire questo referendum. Rompiamo il recinto in cui ci vorrebbero rinchiusi. Il 12-13 e 14 febbraio boicottiamo questa falsa votazione sull’ipotesi di accordo presentato da Fim Fiom e Uilm. Non siamo disposti a vendere i nostri diritti. Non andiamo a votare".



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