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martedì 10 dicembre 2019

Attualità venerdì 16 novembre 2018 ore 08:30

"Chi ha paura della cultura?"

Arci Valdera difende l'incontro "Riace, tutti i colori del mondo", promosso da Libera e svolto nei giorni scorsi alla biblioteca comunale



PONTEDERA — Il tema dell'accoglienza e, in particolar modo, il modello messo in piedi dal sindaco Mimmo Lucano a Riace, con il primo cittadino finito sotto inchiesta, continua ad essere argomento divisivo sul fronte politico.

A seguito dell'iniziativa "Modello Riace, tutti i colori del mondo" tenutasi lunedì alla biblioteca Gronchi di Pontedera, l'associazione Arci Valdera ha voluto ribadire l'importanza di affrontare certi temi, tanto più se scottanti e di attualità, per aumentare l'informazione, la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini al loro riguardo, in confronti pubblici come quello organizzato dal presidio Libera "Domenico Gabriele" a Pontedera.

"Il tema dell’accoglienza e dell’inclusione - hanno sottolienato dall'Arci Valdera -, dei diritti umani e della rigenerazione dei quartieri tocca da vicino il nostro territorio". 

"Crediamo che solo attraverso il dialogo, la convivialità e soprattutto la cultura - hanno aggiunto dall'associazione -, si possa superare tutti insieme, vecchi e nuovi cittadini della nostra città, questo terribile momento storico che stiamo vivendo. Un periodo di violazioni di diritti, slogan quotidiani e volontà di far sentire le persone insicure per poterle strumentalizzare. A Riace si è realizzata un’esperienza che avrebbe l’utilità e la semplicità per fare da modello per tante altre realtà e il sindaco Lucano è tutt'uno con questa esperienza. Proprio per questo è da tempo al centro di una campagna politica diffamatoria e falsificatrice. Discutere è il principio della democrazia, senza ipocrisie, ma con l’intento di far conoscere una realtà e aprire un confronto che, passando da Riace, giunga fino al nostro territorio".

"Libera - hanno ricordato dal presidio "Domenico Gabriele", organizzatore dell'evento - , anche attraverso i suoi giovani che ne sono parte attiva sul territorio di Pontedera, si prefigge il compito di stimolare le coscienze in una cittadinanza che possa riscoprirsi sempre più attiva e corresponsabile. Una legalità non come fine, ma come mezzo per tendere alla giustizia sociale, ha bisogno di una costante crescita culturale che raggiunga ogni luogo partendo dalla biblioteca cittadina, tempio deputato per antonomasia a questo compito".

"Condividere esperienze e le problematiche - hanno aggiunto da Libera -, oltre che esportare le possibili soluzioni provenienti da realtà più o meno vicine alla nostra, è un modo per ripensare una comunità meno chiusa in se stessa e più aperta ad una costante crescita sociale e culturale".



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