Attualità sabato 07 novembre 2026 ore 19:09
Taglio del nastro per la Mensa più grande, "qui ci si sente abbracciati"

Nuovi locali per il servizio gestito dalla Misericordia grazie ai tanti volontari. L'idea del sindaco, "presto in turno anche assessori e consiglieri"
PONTEDERA — I primi ad arrivare, come del resto succede sempre, sono stati i volontari, pronti a sistemare e a rimboccarsi le maniche. Ma stavolta non c'è da servire un pranzo caldo o una colazione a chi bussa perché in difficoltà, solo, magari senza una fissa dimora. Questo è un momento di festa. Si accolgono le autorità, i rappresentanti delle associazioni, gli amici e i parenti. Tutti insieme per festeggiare un altro traguardo dello storico percorso della Mensa della solidarietà della Misericordia, di fianco al Duomo di Pontedera.
Dopo qualche settimana di ristrutturazione e ampliamento degli spazi, il servizio è ripreso e i locali rispondono a pieno all'aumento delle persone che quotidianamente chiedono aiuto.
"Oggi per la nostra Misericordia - ha detto il governatore dell'Arciconfraternita Matteo Leggerini - è una giornata di festa vera, di quelle che scaldano il cuore e danno un senso a ciò che facciamo. Dal 1999 la mensa non ha mai chiuso i battenti, qui tutti coloro che sono entrati hanno trovato una carezza, un volto amico e la certezza di non essere invisibile. Ci guida una certezza che affonda le radici nella nostra cristianità ma solo con le nostre forze non avremmo potuto realizzare questo grande sogno di crescita. Grazie al Comune, alla Fondazione Pisa, a Ecofor, alla Fondazione Azimut, alla farmacia del dottor Nanni e alle ditte esecutrice dei lavori. Ma soprattutto grazie ai volontari, più di 55. Sono loro, con le mani e con il sorriso che trasformano il cibo in fraternità".
Il presidio di umanità che ha compiuto 27 anni non solo resiste al tempo ma sa stare al passo coi bisogni, sempre più numerosi come gli ospiti che si affidano al servizio. "Abbiamo raggiunto un obiettivo molto difficile. Gli spazi non erano più sufficienti per il numero delle persone che continuava ad aumentare. E in effetti i dati parlano da soli. In un anno abbiamo servito - ha sottolineato il responsabile Renzo Bartoli - 13mila pasti e sono state più di 600 le persone che l'hanno frequentata, più di 900 le docce fatte, oltre 2mila colazioni ma in particolare siamo riusciti a creare un clima diverso, ricordando ai nostri ospiti il rispetto delle cose e delle persone, e che solo così si può aver rispetto di noi stessi. La mensa non è solo un luogo ma una comunità che si apre. Lo hanno scritto i ragazzi dell'Itcg Fermi che ci hanno sostenuto con diversi progetti e penso che sia la definizione più giusta. La nostra è una piccola media impresa della carità e in quest'occasione voglio ricordare Franco Fulceri, un maestro per tutti noi volontari".
"La Fondazione Pisa ha sostenuto il progetto, così come negli anni ha sempre dato supporto alla mensa della Misericordia con contributi specifici, per portare avanti il servizio. Questo luogo - ha commentato il presidente Stefano Del Corso - è anche uno strumento per riconoscere il valore della persona, insieme alla capacità della comunità di prendersene cura. Ai volontari, impegnati ogni giorno dell’anno sul campo, va il nostro riconoscimento per un’opera di solidarietà che può anche contrastare la solitudine e l’emarginazione”.
Perché le bocche da sfamare, gli uomini e le donne da sostenere aumentano ma alla mensa ci si sente a casa, nascono legami veri e seconde occasioni. "Qusta città - ha sottolineato il sindaco Matteo Franconi - quando decide di diventare comunità ci riesce davvero bene. Niente avviene per caso e questa inaugurazione dimostra che sappiamo fare del volontariato silente che ha ancora un valore più grande". E l'esempio porta esempio, la generosità spesso si diffonde e coinvolge. "L'idea potrebbe essere - ha aggiunto il sindaco - che anche io, gli assessori e i consiglieri comunali iniziassimo a fare servizio ai pasti. In turno una volta alla settimana. Una maniera per tenere unito all'insegna della condivisione il Consiglio e per valorizzare l'importanza del volontariato. Nella preconsiliare ci coordineremo e partiremo".
Una macchina della solidarietà che alla mensa fa rumore, distrugge le barriere dell'indifferenza e rende tutti un po' più vicini. "In questi tempi così complicati in cui rischiamo di restate inermi e anestetizzati di fronte alle guerre, alla fame, alle emergenze - ha concluso l'assessora regionale Alessandra Nardini rivolgendosi direttamente ai volontari - voi avete scelto di non voltarvi dall'altra parte. Qui ci si sente abbracciati. Sentiamo ritornare parole d'ordine ormai dimenticate ma abbiamo bisogno invece di rimettere al centro la solidarietà. E noi, come istituzioni abbiamo il dovere di stare accanto al volontariato, vero motore della società".
Al taglio del nastro erano presenti anche i rappresentanti delle forze dell'ordine, il parroco monsignor don Piero Dini, molti consiglieri comunale, gli assessori Mattia Belli e Alessandro Puccinellii e i consiglieri regionali Matteo Trapani del Pd e Serena Bulleri di FdI.
Paola Silvi
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