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mercoledì 16 ottobre 2019

Lavoro giovedì 15 febbraio 2018 ore 17:00

Tmm, gli operai si appellano a Grasso e Gentiloni

Con una lettera aperta indirizzata al presidente del Senato e al Premier, la Rsu chiede un confronto pubblico sul caso dell'azienda chiusa d'imperio



PONTEDERA — Le ormai ex rappresentanze sindacali della Tmm, azienda che produceva marmitte per la Piaggio e che ha chiuso i battenti all'improvviso licenziando tutti i lavoratori, chiedono un intervento diretto di Pietro Grasso, presidente del Senato, e del primo ministro Paolo Gentiloni, invitandoli a Pontedera.

Gli 85 operai licenziati, a turno, ormai da 7 mesi presidiano i cancelli in segno di protesta e per impedire che i capannoni siano svuotati dei materiali necessari a riavviare la produzione altrove. Una situazione paradossale, per la quale ora si chiede l'intervento diretto del governo, fissando un incontro pubblico a Pontedera per lunedì 26 febbraio.

Di seguito la lettera della Rsu Tmm indirizzata a Grasso e Gentiloni.

"Con la presente siamo a richiedervi di poter partecipare ad un confronto pubblico con i lavoratori Tmm congiuntamente al segretario regionale Fiom della Toscana ed al segretario provinciale Fiom di Pisa presso il presidio dei lavoratori Tmm di Pontedera lunedì 26 febbraio c.a. alle ore 18,00.

L'azienda Tmm produceva marmitte per il mondo delle due ruote, in particolare modo per la Piaggio, ed i lavoratori a seguito della chiusura sono da 7 mesi in presidio permanente per cercare di costruire un nuovo futuro lavorativo.

In questi lunghi mesi di lotta abbiamo ricevuto la solidarietà ed il sostegno dei lavoratori di tutta la regione, della città, delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali. Sono ancora in corso interessi da parte di imprenditori e abbiamo valutato anche la possibilità di costituire una cooperativa di lavoratori. Crediamo però che sia inaccettabile che si possa chiudere un'impresa fuggendo letteralmente dal territorio dopo aver tranquillizzato la Rsu e le istituzioni sulle prospettive, questo segna un degrado della civiltà delle relazioni.

Crediamo altresì che sia necessario poter discutere con Voi sulla natura dello Stato di diritto, sullo stabilire se siamo ancora in un Paese dove valgono i principi costituzionali.

In altri Paesi non ci sembra che un'azienda possa arrivare a lasciare a spasso i lavoratori in questo modo. Crediamo che questa situazione debba risentire di una attenta riflessione politico istituzionale, pena la decadenza dei cardini su cui si fonda la nostra democrazia.

In attesa di riscontro, certi di una vostra disponibilità, cogliamo l'occasione per porgere cordiali saluti

Rsu Tmm"



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