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Attualità martedì 03 novembre 2015 ore 14:00

In Valdera una cura non invasiva per i tumori

Da sinistra Alessandro Diodato e Gastone Ciuti

Un'équipe di ricercatori del Sant'Anna sta lavorando a "Futura". Il laser brucia le cellule e si orienta seguendo variazioni fisiche e respiratorie



PONTEDERA — Curare i tumori con una tecnica non invasiva a ultrasuoni e con precisione millimetrica. E' il risultato del progetto realizzato da giovani ricercatori e dottorandi del Polo Sant'Anna di Pontedera.

La novità, come spiega il ricercatore Gastone Ciuti, sta nel movimento in sincrono che fanno i due bracci, uno che diagnostica, rilasciando un'ecografia in 3d, l'altro che spara il laser alla ricerca del pertugio meno invasivo per raggiungere il punto da bruciare: “I due manipolatori agiscono in simbiosi. E' la prima volta che viene assemblato un apparecchio del genere, in altri prodotti l'intervento del laser e il suo posizionamento vengono decisi al computer e poi resi operativi. Con questa nuova tecnica riusciamo a trovare la strada migliore per raggiungere le cellule da bruciare, evitando ossa o organi che non sono interessati al trattamento. Ha una sensibilità tale che il laser cambia direzione anche a seconda del respiro del paziente”.

Il progetto, che si chiama Futura (Focused Ultrasound Therapy Using Roboting Approaches), è finanziato dall'Unione Europea: “Lo studio è di durata triennale, adesso stiamo terminando il secondo anno. La tecnica a ultrasuoni che utilizziamo è chiamata Hifu (High Intensity Focused Ultrasuoni, ndr) ma la novità è la precisione dovuta all'azione simbiotica tra il manipolatore laser e il manipolatore con la sonda ecografica 3d. Il laser dirige i raggi in forma conica, convergendo sul punto interessato”.

Il percorso che seguirà Futura è quello di nuove sperimentazioni più vicine alla realtà umana: “Lo proveremo su organi espiantati, oppure su dei corpi umani senza vita. L'applicazione per adesso è studiata per tessuti e organi molli, in particolare reni e fegato. Non si può escludere che in futuro trovi altre applicazioni”.

Il progetto Futura è coordinato da Arianna Menciassi e oltre a Ciuti vede impegnati la ricercatrice Selene Tognarelli e i dottorandi Alessandro Diodato e Andrea Cafarelli.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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