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venerdì 17 gennaio 2020

Attualità lunedì 08 settembre 2014 ore 18:40

Salute mentale, duemila pazienti curati ogni anno

La sede di Salute mentale in via Roma
La sede di Salute mentale in via Roma

Una nuova sede in via Roma. Il responsabile Fabrizio Lazzerini: "I nostri fiori all'occhiello sono i progetti di sport e di agricoltura sociale"



PONTEDERA — Agricoltura sociale, sport, gruppi di sostegno e appartamenti per i pazienti.

Ogni anno circa 2mila persone usufruiscono dei servizi che il centro di Salute mentale adulti di Pontedera mette a disposizione.

E' in funzione da pochi giorni la nuova sede di Salute mentale in via Roma.

“Questa struttura – spiega il responsabile dell'unità funzionale Fabrizio Lazzerini – ci permette di offrire più servizi e di essere più centrali”. 

Tante le opportunità offerte ai pazienti: “Per ogni persona che viene stiliamo un progetto terapeutico – continua – l'obiettivo è sempre quello del miglioramento dello stato di salute dell'individuo”.

L'unità di salute mentale lavora in sintonia con altri soggetti: “Ci coordiniamo con altri enti che lavorano nello stesso ambito come il Sert, i servizi sociali, l'unità di Salute mentale infanzia e adolescenza”.

Tra i fiori all'occhiello delle possibilità offerte ai pazienti ci sono i progetti di Agricoltura sociale, in collaborazione con l'Unione Valdera e quelli sportivi con il gruppo Bellaria Cappuccini: “Gli inserimenti nell'agricoltura sono di vario tipo – dice - a seconda dello stato di salute del paziente. In alcuni casi si arriva anche all'assunzione e alla totale autonomia lavorativa”

Anche lo sport è un ottimo veicolo per un reinserimento sociale: “Basket, calcio, scherma, tiro con l'arco sono le attività che adesso portiamo avanti con la Bellaria e col centro diurno Luna Azzurra”.

Importanti sono anche i gruppi di sostegno come quelli contro gli attacchi di panico: “Lavorare in gruppo con un medico e degli infermieri aiuta molto i pazienti. Raccontare esperienze che sono comuni ad altri pazienti serve a sentirsi meno soli nella malattia”.

Altro progetto volto all'autonomia dell'individuo è quello dei gruppi appartamento: “Per adesso a Pontedera stiamo sperimentando quello femminile con quattro ragazze che abitano in casa insieme, seguite dall'esterno dai nostri medici e infermieri. Ma contiamo di dar vita a un appartamento maschile al più presto”.



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