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mercoledì 13 novembre 2019

Lavoro venerdì 16 ottobre 2015 ore 19:30

Piaggio, firma solo un sindacalista su tre

Uno sciopero dei dipendenti (foto d'archivio)

Benedetti, Uilm: "Solidarietà unico strumento possibile". Lo sfogo dell'operaia Alessandra Benvenuti: "In quest'azienda non c'è più lavoro"



PONTEDERA — Scontenti gli operai e la Fiom. Moderatamente soddisfatti gli altri sindacati. E' stato firmato l'accordo sul contratto di solidarietà tra i vertici Piaggio e le rappresentanze sindacali. Una riunione fiume quella di giovedì 15 settembre all'Unione sindacale di Pisa.  

Il risultato è una firma anomala, infatti solo sei sindacalisti su diciannove hanno apposto il loro nome sul documento.

I sette delegati della Fiom sono usciti dalla stanza senza firmare, della Uilm hanno firmato tre su quattro, della Fim due su sette mentre l'unico della Ugl ha firmato anche se il suo sindacato non ha iscritti in Piaggio.

L'accordo prevede un anno di contratto di solidarietà (che col Jobs Act passa dal 70 al 65 per cento del salario). L'accordo sarà effettivo dal 24 novembre 2015 e interessare i dipendenti in questa misura: riduzione d'orario del 60 per cento per gli operai della meccanica a due ruote, 50 per cento per quelli delle 3 e 4 ruote, 25 per cento per impiegati e operai indiretti.

A dimostrare l'insoddisfazione per il vertice è Alessandra Benvenuti operaia a part-time verticale (cioè in servizio sette mesi su dodici). La dipendente è dura sia nei confronti di Piaggio che in quello dei sindacati: “La Piaggio piano piano sta scavando, dentro quest'azienda il lavoro non c'è più. Noi in teoria dovremmo lavorare sette mesi all'anno ma anche quest'anno ne abbiamo lavorati sei. Ho preso l'ultimo stipendio il 30 settembre, il prossimo lo vedrò il 30 marzo. E' una vergogna”.

Sui sindacati aggiunge: “Sono delusa. In questo accordo non si parla dei part-time verticali. Più di 80 persone andranno in mobilità e in cambio l'azienda assumerà a tempo pieno 13-14 verticali. Ma noi siamo 233. Come me molti hanno circa 40 anni, siamo passati dai contratti a termine al verticale, ma se viene assunto solo il 15 per cento rispetto a chi se ne va molti di noi non entreranno mai a dodici mesi”.

Sulla stessa lunghezza d'onda Simone Selmi, operaio e rappresentante della Fiom: “E' a rischio la Valdera, l'indotto è già andato ora rischia la fabbrica della Vespa. L'accordo che Piaggio aveva presentato lunedì l'avevamo rifiutato chiedendo varie modifiche. Non ne sono state fatte, così non abbiamo firmato. Non abbiamo certezze sugli investimenti, non si è toccato il tema dei verticali, avevamo chiesto sei mesi di solidarietà ma è rimasta un anno. E' un salto nel buio questo accordo”.

Di diverso avviso Benedetto Benedetti della Uilm: “L'accordo è valido, abbiamo utilizzato l'unico ammortizzatore che il Jobs Act di Renzi metteva a disposizione”. Benedetti è meno pessimista: “Piaggio ha garantito gli stessi investimenti del 2015, o forse qualcosa di più. Con questa firma possiamo verificare a febbraio, nel nuovo incontro, il rispetto dei patti da parte dell'azienda”.  



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