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giovedì 21 novembre 2019

Attualità venerdì 04 novembre 2016 ore 18:10

Si cerca energia nel sottosuolo dell'alta Valdera

Tubi del teleriscaldamento

Presentati in Regione da parte di una società bresciana due permessi di ricerca geotermica fra Terricciola, Chianni, Casciana Terme Lari e Capannoli



TERRICCIOLA — Nel sottosuolo dell'alta Valdera potrebbero esserci nuove fonti d'energia. Due avvisi d'istanza di permesso per la ricerca geotermica - non sembra quella tradizionale - sono infatti stati presentati alla Regione da una società bresciana, la Cogeme Spa, riguardo altrettante porzioni di territori comprese fra i comuni di Terricciola, Chianni, Casciana Terme Lari e Capannoli.

La segnalazione arriva dal gruppo di cittadini Salviamo la Toscana dalla geotermia per la salute dei cittadini

Il primo avviso presentato in Regione è denominato Soiana e richiede una superficie di 12,6 chilometri quadrati, a cavallo fra i territori di Capannoli, Casciana Terme Lari e Terricciola. Il secondo, si chiama La Fornace e tocca i comuni di Casciana Terme Lari, Chianni e Terricciola per una superficie di 15 chilometri quadrati. Entrambi sono stati pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il 26 ottobre 2016 n.43, come mostrano le foto in GALLERIA.

Tutti e due i progetti, inoltre, sono stati pubblicati sul sito della Regione Progetti sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità e prevedono un termine per le osservazioni di 45 giorni a partire dal 27 ottobre scorso. Proprio per questo motivo, il comitato sta diffondendo la questione "per poter intraprendere azioni meglio organizzate e coordinate" e "eventualmente contestare i progetti, presentando osservazioni da far pervenire alla Regione e agli enti preposti per sottolineare aspetti di insostenibilità del progetto e le sue possibili ricadute su ambiente, paesaggio, falde acquifere e salute pubblica".

Va detto che la geotermia intesa da questi progetti di ricerca, probabilmente, non è quella a cui siamo abituati a pensare e che vediamo sfruttata nelle zone della Val di Cecina.

La Cogeme Spa, holding con sede a Rovato di totale proprietà comunale formata da oltre 70 amministrazioni, da alcuni anni sta investendo tramite la società Servizi Territoriali Locali per sfruttare l'energia del sottosuolo (geotermica, appunto) "con l'obiettivo di riscaldare (e raffrescare) edifici e abitazioni, attraverso progetti innovativi, riconosciuti dalla Regione Lombardia e dall'Unione Europea", si legge sul sito web della società.

Cogeme è la prima società in Lombardia ad aver ottenuto dalla Regione un Conferimento del permesso di ricerca per risorse geotermiche denominato Franciacorta. In particolare, spiegano ancora sul sito internet "in aggiunta alle consuete applicazioni delle pompe di calore, ha messo a punto una tecnologia denominata teleriscaldamento freddo, ideale per l'efficientamento energetico dei piccoli centri urbani collocati in aree geografiche con falde acquifere superficiali che, a causa delle limitate dimensioni del bacino d'utenza, non hanno soluzioni nel teleriscaldamento tradizionale, sia esso cogenerativo sia alimentato da fonti rinnovabili".

Tecnologie innovative, quindi, ma certo da comprendere meglio. E una visione più chiara intende farsela anche la sindaca di Terricciola Maria Antonietta Fais che, da noi interpellata, ha dichiarato: "In municipio non è arrivato nessuno. Agli uffici comunali mi risulta che si pervenuta una richiesta di valutazione di impatto ambientale. L'argomento è da capire meglio, merita un approfondimento prima di prendere una qualche posizione. Certo che, essendo qualcosa che riguarda l'ambiente e il territorio, va visto con molta cautela".

Non ancora conclusa è la vicenda dei permessi di ricerca geotermica - in quel caso sì, quella tradizionale - al Masso delle Fanciulle, l'oasi all'interno della riserva del Berignone lungo il fiume Cecina difesa da amministrazioni comunali e associazioni ambientaliste.



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