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lunedì 15 luglio 2019

Cronaca sabato 08 febbraio 2014 ore 16:00

Un trattamento farmacologico precoce può allontanare l'Aids

Presentato alla Scuola Superiore Sant’Anna lo studio dello scienziato italiano Pancino. Secondo i dati, si può bloccare lo sviluppo del virus Hiv



PISA — Un farmaco usato precocemente può evitare che il virus Hiv diventi Aids. Risulta dai dati presentati alla Scuola Superiore Sant’Anna da Gianfranco Pancino, scienziato italiano, direttore emerito della ricerca Inserm all’Istituto Pasteur di Parigi. Lo scienziato italiano ha tenuto un seminario a Pisa, nel ciclo Orizzonti in Biologia e Medicina, rivolto agli allievi ordinari del settore di Scienze mediche del Sant’Anna.

Secondo gli studi, è possibile mantenere il controllo a lungo termine della replicazione del virus Hiv, responsabile dell’Aids, senza che il paziente sviluppi lo stato di malattia conclamata, grazie a un intervento farmacologico precoce che permette di limitare, sino ad “azzerare”, la viremia e di allontanare lo spettro della malattia conclamata, l’Aids.

Ovviamente questo non significa che tutte le persone sieropositive, oggi già in trattamento con farmaci antiretrovirali, possano sospendere la terapia, ma il dato è giudicato particolarmente interessante e può, in prospettiva, promuovere ancora di più l’utilizzo del trattamento precoce dell’infezione da Hiv, come strategia preventiva dell’Aids.

Gianfranco Pancino è considerato dalla comunità scientifica internazionale un “luminare” per i suoi studi sull’Aids ed è stretto collaboratore di Francoise Barre Sinoussi, Nobel per la medicina 2008, a seguito della scoperta del virus Hiv. Alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, alla presenza di membri del Collegio della Classe di scienze sperimentali e del direttore dell’Istituto di Scienze della vita Mario Enrico Pè, Gianfranco Pancino ha suscitato un grande interesse non soltanto da parte di noti esperti della materia della ricerca pisana, ma anche da parte dei tanti studenti. L’approccio sperimentale utilizzato dallo scienziato dell’Istituto Pasteur nasce dall’osservazione clinica di alcuni pazienti che, pur avendo contratto l’infezione da Hiv, non sviluppano l’Aids, oltre che di rari soggetti che, seppure fortemente esposti al rischio infettivo, non contraggono l’infezione da Hiv. L’osservazione clinica si è rivelata ispiratrice per il disegno di nuovi approcci terapeutici capaci di indurre una resistenza all’Hiv.

“Questi dati – commenta Vincenzo Lionetti, coordinatore del ciclo seminariale - incoraggiano futuri studi di ricerca volti a concedere uno sprazzo di luce ai pazienti che hanno contratto l’infezione da Hiv. Nell’attesa di ulteriori passi nella conoscenza e nello sviluppo di una terapia precoce è importante non abbassare la guardia, non sottovalutare i fattori di rischio ed attenersi a consolidate norme di prevenzione. La visita di Gianfranco Pancino ha arricchito tutti noi portando alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa lo spirito pastoriano. Pasteur – aggiunge Lionetti - spiegava che lo scienziato che opera presso l’Istituto Pasteur è ‘medico senza pazienti, farmacista senza laboratorio, chimico senza industria, universitario senza cattedra...’ e quindi custode della fede scientifica che è la conseguenza dell'amore appassionato per la verità”.



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