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Cronaca giovedì 09 gennaio 2014 ore 15:11

Università, studiare...o non studiare?

Klajdi Budini, Simone De Gregorio e Andrea Angioloni, studenti dell’Itis Marconi

Questo il dubbio dei liceali della Valdera molto indecisi su cosa fare del loro futuro. Alcuni proseguiranno gli studi, altri andranno all'estero



PONTEDERA — Università e lavoro. Per alcuni ragazzi un binomio inscindibile, per altri un vero e proprio dubbio amletico. Molti infatti sono i liceali indecisi che questa mattina, giovedì 9 gennaio, hanno partecipato all’orientamento universitario al Villaggio Scolastico. C’è chi è sicuro di proseguire gli studi anche se non ha ben chiaro l’indirizzo, chi si chiede se invece non sia il caso di terminarli del tutto e chi sta in mezzo e si prenderà minimo un anno di stop per poi, forse, affrontare con occhi diversi il mondo universitario.

Fra le future matricole, le più vorrebbero quanto meno proseguire nel settore didattico intrapreso con le superiori. È il caso di Klajdi Budini, Simone De Gregorio e Andrea Angioloni, studenti della quinta meccanica dell’Itis Marconi che sicuramente coglieranno al volo l’ultima opportunità per dare l’esame da periti, ma guardano con un occhio anche alla facoltà di ingegneria meccanica. “La voglia c’è – ha detto Andrea – ma l’indirizzo è difficile, costoso e non garantisce un sicuro sbocco lavorativo. Servirebbe piuttosto, ancora più dialogo fra la scuola e il settore del lavoro”.

Opinioni diverse invece quelle per Alessio Tozzini e Carolina Tizzoni, entrambi all’ultimo anno del liceo scientifico XXV Aprile e intenzionati a prendere altre strade rispetto al loro curriculum di studi. Mentre infatti Alessio è ormai sicuro di iscriversi a economia, Carolina proverà, come una miriade di altri liceali, a rimanere coerente ai suoi studi scientifici buttandosi nei test d’ingresso delle facoltà sanitarie, medicina in primo luogo e le triennali come seconda scelta. “Se poi i test non vanno – ha detto la studentessa – cambierò totalmente strada prendendo un ramo di ingegneria, probabilmente gestionale”.

Alternative agli antipodi anche per due ragazze del liceo linguistico Montale, che vedono il proseguo naturale della loro carriera universitaria nella facoltà di lingue e letterature straniere, ma si lasciano aperte anche altre strade del tutto diverse. È il caso di Alessia Montagnani alla quale piacerebbe l’indirizzo giornalistico a Firenze, ma che di sicuro lascerà passare almeno un anno prima di decidere, magari andrà all’estero a perfezionare una lingua. Stessi pensieri frullano anche nella testa di Giulia Panelli, compagna di classe di Alessia, alla quale però più che giornalismo interessa la matematica.

Abbastanza soddisfatte del quadro che i relatori dei vari dipartimenti hanno saputo dare alle presentazioni sono state altre tre ragazze, Chiara Giusti del XXV Aprile, Benedetta Nucci e Elena Castellani del liceo pedagogico Montale. Sicuramente direzionate verso l’ambito umanistico, ma ancora molto dubbiose sul loro futuro e soprattutto sull’offerta universitaria. “Mi chiedo – ha detto Benedetta – se non sia il caso di prendersi almeno un anno di stop dopo il diploma. Andare all’estero, imparare una lingua, farsi una qualche esperienza come bagaglio culturale e poi dopo riprendere l’università”.

Andare o restare. O forse per gli studenti di Pontedera, almeno per adesso, sembra sia più il caso di aspettare, per vedere, capire e decidere. Intanto domani, venerdì 10 gennaio, sarà un’altra mattinata per dare fiducia all’università.

Anna Dainelli
© Riproduzione riservata

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