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Attualità giovedì 15 agosto 2019 ore 07:30

Una liturgia per commemorare un tragico evento

Terremoto delle colline pisane 173 anni dopo. I Cascianesi mantengono il voto dei propri antenati con una Messa celebrata da Don Angelo



CASCIANA TERME LARI — Ieri, 14 agosto 2019, alle 13 in punto, dopo 173 anni dal terremoto che sconvolse le colline pisane nel 1846, i Cascianesi si sono riuniti in preghiera nella Chiesa parrocchiale per ricordare il tragico evento e per mantenere l’impegno alla preghiera dei proprio antenati.

Alla Santa Messa era stata invitata ed era presente una delegazione della Croce Rossa Italiana Sezione di Casciana Terme.

Casciana fu graziata dal quel terribile evento che devastò il territorio, e i Cascianesi fecero un voto, impegnando se stessi e le generazioni future alla celebrazione di una liturgia proprio nello stesso giorno e alla stessa ora di quell’evento.

Una bolla papale ha concesso alla parrocchia di Casciana Terme di poter celebrare la Santa Messa alle 13 in punto del 14 agosto di ogni anno, al di fuori delle normali liturgie quotidiane.

Il terremoto delle colline pisane è importante per la storia, perché è stato il primo terremoto studiato e documentato in modo approfondito.

Lo fece il geologo professor Leopoldo Pilla con un primo opuscolo intitolato “Poche parole sul tremuoto che ha desolato i Paesi della Costa Toscana” e con un secondo trattato “Istoria del tremuoto che ha devastato i paesi della Costa Toscana”.

Appena due anni dopo, il 29 maggio 1848, Leopoldo Pilla morì con il grado di comandante della prima compagnia, alla testa dei volontari del battaglione universitario schierato al fianco di Carlo Alberto di Savoia, nella battaglia di Curtatone e Montanara durante la prima guerra di indipendenza.

Ieri mattina, durante il Vangelo, Don Angelo ha voluto ricordare anche il più recente tragico evento, quello di un anno fa, il crollo del ponte Morandi e il dolore ed i gravi lutti che ha causato.

Il terremoto ed il crollo del ponte, due fatti di sangue entrambi terribili, ma con una profonda differenza che deve farci riflettere, ha sottolineato Don Angelo, e cioè che se la prima è causata dalla natura e quindi difficilmente controllabile, la seconda è causata dall’incuria dell’uomo, e quindi evitabile.

E durante la liturgia Don Angelo ha voluto che la preghiera dei fedeli ricordasse anche un altro triste avvenimento datato 14 agosto 1941, la morte del frate francescano Massimiliano Maria Kolbe, polacco, nel campo di concentramento di Auschwitz, dove offrì la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia.

Marcella Bitozzi
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