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Politica lunedì 05 gennaio 2015 ore 13:20

​Ferrucci stimola l’Unione Valdera

Con un tweet tra gli Opinion Leader di Qui News Valdera, il capogruppo Pd in Consiglio regionale invita i sindaci della Valdera ad essere protagonisti



PONTEDERA — “Unione dei comuni della Valdera può essere protagonista nella riforma delle istituzioni nella nostra Regione.Uniti per avere nuove funzioni.” questo il tweet lanciato ieri da Ivan Ferrucci su un tema che nel 2015 sarà al centro del dibattito politico ed amministrativo ed al quale non potranno sottrarsi i sindaci locali.

L’ Unione Valdera è stata costituita il 30 ottobre 2008, ed è stata la prima unione di comuni nata in Toscana. Ad oggi, con i suoi 13 Comuni aderenti, oltre 116.000 abitanti e circa 621 Kmq di territorio rappresenta una delle più grandi unioni di comuni italiani per dimensione demografica. Ne fanno parte i comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Chianni, Lajatico, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte e Terricciola. Per l’esercizio congiunto di una pluralità di funzioni e servizi - si legge sul sito web - opera attraverso le due sedi principali di Pontedera e di Peccioli e gli uffici e sportelli al pubblico dei comuni associati.

Ma sedi e funzioni sono da tempo al centro di discussioni.

Il centrodestra ha sempre criticato che gran parte dei contributi ottenuti sono andati a coprire i costi di gestione, in particolare l’ affitto dell’attuale sede di Via Brigate Partigiane con opzione di acquisto, con un costo totale di quasi sei milioni di euro versati alla Coop quando il comune di Pontedera avrebbe decine di immobili idonei e sfitti.

Il centrosinistra, o meglio alcuni sindaci Pd dopo le ultime elezioni, hanno invece iniziato ad esprimere qualche dissenso prima sulla attribuzioni delle deleghe di giunta da parte del riconfermato presidente Millozzi e poi sulle funzioni ed i servizi.

“Uniti per avere nuove funzioni ” dice Ferrucci ed infatti questo è il primo requisito “per essere protagonisti in regione”. Lo richiede la normativa che, dopo varie proroghe, troverà applicazione entro pochi mesi e la Valdera, la sua Unione, dovrà farla come prescrive la legge senza deroghe alcune come invece accade adesso.

Le Unioni per essere riconosciute giuridicamente ed avere contributi devono infatti gestire completamente almeno due funzioni. In Valdera sono Protezione Civile e Polizia Municipale ma in entrambi i casi ci sono eccezioni che rischiano di pregiudicare la legittimità dell’Unione Valdera. Il comune di Santa Maria a Monte ha infatti mantenuto il proprio corpo di Polizia Municipale e la Protezione Civile ha ancora due comandi, uno a Ponsacco ed uno a Pontedera, ed il comune di Buti fa riferimento alla Protezione Civile dei Monti Pisani.

Non solo nella legislazione della Regione Toscana è chiara la volontà di attivare in tempi brevi processi che portino alla fusione di comuni sotto i 5.000 abitanti e le tre forme che i comuni potranno scegliere per associare le funzioni sono lo strumento dell'Unione e/o i progetti di fusione e la convenzione dei servizi che però al massimo può durare sei anni non aiuta i comuni a superare i limiti imposti dal patto di stabilità e non permette di utilizzare quelle agevolazioni che invece sono riservate alle unioni.

Le decisioni non possono essere certo rimandate. In ballo ci sono risorse economiche significative che possono incidere sui bilanci comunali e sulla qualità di vita dei cittadini.

I sindaci della Valdera, se vorranno essere avanti come lo furono nel 2008 e prima ancora nel 1997 con il Parco Alta Valdera, dovranno pertanto interrogarsi sul futuro dell’Unione senza pregiudiziali di difesa dell’ente ad ogni costo e porsi semplici domande:

“Siamo realmente tutti disposti, comuni grandi e comuni piccoli con pari dignità, a conferire i servizi in questa Unione Valdera prefigurando, così come nello spirito della legge, una possibile futura grande fusione ?”

“Continuiamo a sostenere l’ Unione oppure, sulla base delle esperienze fatte fino ad oggi, è meglio pensare alla costituzione di una seconda unione tra i comuni obbligati sotto i 5.000 abitanti che hanno interessi più omogenei e convergenti?”

Il 2015 pretende risposte politiche chiare e concrete.


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