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Politica martedì 06 aprile 2021 ore 14:07

Grillaia, Galletti, "Amianto da fuori Toscana?"

La discarica della Grillaia ( foto di Piero Frassi )

La consigliera del M5s presenta un’interrogazione urgente per avere garanzie e spiegazioni sul percorso che ha portato il Gruppo Vergero a Chianni



FIRENZE — “Quello che è avvenuto per la discarica della Grillaia ha delle responsabilità ben precise, a cominciare da chi non si è assunto la responsabilità di mettere in piedi una regia unica e concordata con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti, incluse le legittime rivendicazioni dei comitati: ed è la Regione Toscana”.

Lo dice Irene Galletti, capogruppo del M5S in Regione Toscana e prima firmataria dell’atto per la chiusura della discarica di Chianni.

Voci insistenti riferiscono che parte dell’amianto che verrà conferito in discarica possa essere di provenienza fuori Toscana, il che ci metterebbe di fronte a una beffa doppia: si chiedeva a gran voce la chiusura senza conferimenti e potremmo invece trovarci ad accogliere amianto extra regione, in una fase in cui non sappiamo dove stoccare quello toscano per mancanza di un apposito piano strategico. In breve, le peggiori ripercussioni possibili, conseguenti dalla scelta autorizzativa da parte della scorsa Giunta regionale”.

“In aggiunta a questo - sostiene ancora Galletti -, dalle prime dichiarazioni del Gruppo Vergero non si comprendono appieno diversi passaggi fondamentali sui quali si dovrebbe pretendere chiarezza: in primis la valutazione dello stato attuale della discarica, che immagino sia stata acquisita o comunque effettuata dalla società subentrante. Queste verifiche tecniche e amministrative dovrebbero poi essere comunicate esternamente, dato che la popolazione dei comuni che circondano il sito hanno pieno diritto di esigere garanzie di carattere ambientale, riguardo ad esempio il piano di controllo e monitoraggio.
Soprattutto c’è una domanda a cui credo la Regione debba dare una risposta, e che chiederemo formalmente nell’interrogazione che presenteremo alla Giunta Regionale: nel mondo imprenditoriale del territorio si parla insistentemente di un’ipotesi di presa in carico della gestione del sito da parte di soggetti privati locali, in grado di garantire serietà e responsabilità ambientale oltre alla necessaria trasparenza operativa, che poi non sarebbero più state prese in considerazione. Ci domandiamo se questo corrisponda al vero, e in caso affermativo di dare spiegazioni sui passaggi che hanno portato all’abbandono di questa strada”.

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