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venerdì 19 luglio 2019

Politica martedì 03 giugno 2014 ore 11:00

​La replica di Gotti al sindaco Macelloni

Michele Gotti, Progetto Comune

Botta e risposta fra l’esponente di Progetto Comune e il primo cittadino: “Amore personale e programmazione della cultura vanno di pari passo”



PECCIOLI — Prosegue lo scambio epistolare a suon di visioni e opinioni culturali contrapposte fra l’ex candidato consigliere di Progetto Comune Michele Gotti e il neosindaco di Peccioli Renzo Macelloni che, nella sua ultima replica, aveva definito quella dell’avversario una non-risposta al suo invito a dialogare e aveva fatto un preciso distinguo fra amore personale per la cultura e organizzazione di eventi culturali a livello amministrativo. Ecco di seguito, in forma integrale, la replica di Gotti:

Caro Renzo,

ho colto chiaramente il senso della tua domanda, cioè se fossi disponibile a un confronto, a uno scambio di idee, e altrettanto chiaramente ti ho risposto nella parte finale della mia lettera con le seguenti parole: “Parleremo delle proposte col gruppo e i consiglieri di Progetto Comune le riporteranno in Consiglio Comunale”. Non mi pare sia arabo. Ricordo bene cosa io scriva e come lo scriva, perché scrivo da solo, senza ufficio stampa o addetti ai lavori. Forse te non capisci la risposta, per questo cercherò di renderla in un italiano più elementare, ben comprensibile a chiunque. Eccola: discuterò delle proposte con gli altri membri del gruppo e i nostri candidati eletti le riproporranno in consiglio comunale, sia alla maggioranza che agli altri membri dell’opposizione.

Devi inoltre sapere che, se appena ricevuta la mail ero intenzionato ad incontrarti, il tuo modo di agire mi ha fatto desistere. Una richiesta di confronto e collaborazione si fa privatamente, in maniera sincera e svincolata dalle varie forme di pubblicità, si fa senza parlarne sui giornali, che hai utilizzato per mostrarti – a mio avviso con risultati mediocri - come quello propositivo e magnanimo. Quando si vuole tendere una mano, lo si fa nel più assoluto silenzio e in maniera disinteressata. E’ questo tuo modo che non approvo, né, tantomeno, concepisco. Non ho quindi sprecato nessuna occasione, come dici, anzi, avrei sprecato del tempo a confrontarmi con chi sento lontano da me, per modo di essere e di agire. Confermi inoltre di non aver letto attentamente la mia risposta, quando sostieni che voglia dar sfoggio di cultura: se ho esposto pubblicamente ciò che ho fatto a livello lavorativo e di studio, non è certo per sfoggio di sapere - perché il mio è un curriculum come tanti altri - ma per sottolineare che gli interventi che ho fatto in campagna elettorale circa i beni culturali si basano su un minimo di preparazione (a differenza di chi si sente preparato su tutti i fronti perché “il sindaco lo sa fare”): che cosa c’è di strano? sfoggio di che? Di un percorso come tanti? Di una laurea che ormai hanno tutti? Sei proprio fuori strada! Chi mi conosce sa bene che proprio non è così, ma non devo certo giustificarmi con te per aver parlato di arte, a cui ho dedicato dieci anni della mia vita. Infine, non confondo l’amore per la cultura con l’organizzazione di eventi culturali. Sono due cose diverse, che però – e lo sai perfettamente - dovrebbero andare di pari passo per concorrere allo stesso obiettivo. Peccato che l’attenzione a quella cultura nostrana, a quella “toscanità” che ci ha resi famosi in tutto il mondo, passi spesso in secondo piano per far posto ad altri eventi (che termine abusato!) anche costosi, di cui può godere solo una parte della popolazione (tra l’altro, a proposito di eventi, almeno per quest’anno abbiate l’accortezza di scrivere, nei volantini relativi alle “11 Lune”, che gli spettacoli si svolgeranno presso il teatro e non presso l’anfiteatro di “Fonte Mazzola”. Pensi che questo sia sfoggio di cultura? Io credo che siano concetti elementari, che chi lavora in una “Fondazione per l’arte e la cultura” dovrebbe masticare, senza diffondere errori grossolani!).

Dato che dici di essere già al lavoro, spero vivamente che tu voglia finire questo scambio epistolare di pessimo livello. Ti ho già fatto gli auguri per una buona amministrazione e una buona legislatura. Lasciami fuori da questi giochi politici senza senso e, aggiungerei, abbastanza tristi.

Ancora buon lavoro a te e al tuo gruppo.



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