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L'Annunciazione nel Duomo di Pontedera

Il capodanno Toscano: Jacopo Chimenti detto "L'Empoli" e la storia della sua opera, l'Annunciazione, nel Duomo di Pontedera



PONTEDERA — Il Consiglio Regionale ha introdotto la ricorrenza del “Capodanno toscano” (o per meglio dire “Capodanno dell’Annunciazione”) per ricordare che fino al 1749, in Toscana, l’anno civile iniziava il 25 marzo, in corrispondenza del nono mese antecedente la nascita di Gesù.

Proprio per ricordare la storia toscana, il Consiglio Regionale ha deciso di affiancare alla celebrazione varie iniziative promosse dai territori. La Città di Pontedera insieme all’associazione “Terre dei Presepi”, ha aderito all’iniziativa regionale realizzando un Webinar di alto livello attraverso cui dare l’opportunità di far scoprire una preziosa opera, forse una delle più interessanti, quale L'Annunciazione di Jacopo Di Chimenti detto l'Empoli (dalla città di cui era originaria la famiglia), firmata e datata 1599.

L'attenzione si è soffermata sulla pala contenuta all'interno del Duomo di Pontedera riproposta, assieme alla figura del Chimenti attraverso un connubio tra arte, storia e fede utilizzando i mezzi di comunicazione dei nostri tempi anche in considerazione del difficile momento dovuto al perdurare dell’emergenza sanitaria. In particolare è stata realizzata una lettura dell'opera in modalità streaming live e trasmessa attraverso più piattaforme.


Quest’opera non era stata commissionata per Pontedera bensì da una famiglia fiorentina, i Ricciardi, per un altare della chiesa di san Procolo a Firenze, diventata poi sede della confraternita dei Macellai intitolata a Sant’Antonio Abate e, quando nel 1785 il granduca Leopoldo soppresse le confraternite, le famiglie patrone dei vari altari ritornarono in possesso delle varie pale. 

Ecco quindi che Antonio Ricciardi ritornò in possesso della pala dell’Annunciazione, ereditata alla sua morte da un nipote tale Pietro Leopoldo da Cepparello, che nel 1864 la collocò nella chiesa della Compagnia della Misericordia di Pontedera. Infine, dopo la seconda guerra mondiale, la pala fu collocata all'interno del Duomo di Pontedera, dove attualmente si trova.


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