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martedì 15 ottobre 2019

Politica martedì 18 agosto 2015 ore 10:00

"Paradossali le proteste dei sindaci Pd per Poste"

L'ex candidato alle regionali per "Sì Toscana a Sinistra" e politico della Valdera Maurizio Ribechini dice la sua sulla vicenda dei tagli agli uffici



CALCINAIA — "Assume dei toni paradossali il fatto che la Regione Toscana e i vari sindaci del Partito Democratico in queste settimane stiano mettendo in piedi delle proteste, ovviamente giuste nel merito, quando il principale responsabile delle chiusure degli uffici è esclusivamente il Governo Renzi e quindi in primis proprio il Pd di cui essi stessi fanno parte". Questa la lettura che Maurizio Ribechini, già candidato alle ultime elezioni regionali per la lista "Sì Toscana a Sinistra" e politico della Valdera, dà della vicenda dei tagli decisi da Poste Italiane che dai primi di settembre porteranno alla chiusura di circa 59 uffici in tutta la Toscana, di cui una decina in provincia di Pisa.

Di pochi giorni fa è stata la notizia dell'ufficialità giunta direttamente da Poste ai Comuni interessati per l'attuazione del piano di dismissione degli sportelli, che in Valdera interessa quelli di Treggiaia (comune di Pontedera), Legoli e Ghizzano (comune di Peccioli), Uliveto Terme e San Giovanni alla Vena (Vicopisano), Soiana (Terricciola), e in provincia di Pisa anche Marti (Montopoli), Corazzano (San Miniato), Castelmaggiore (Calci) e Luciana (Fauglia).

"La conseguenza del venir meno di un servizio essenziale e "universale" come quello postale - dice Ribechini - metterà in grossa difficoltà decine di migliaia di persone residenti nei paesi più piccoli, in particolare gli anziani e tutti coloro che sono impossibilitati a spostarsi verso paesi più grandi. Questi disagi per il pubblico sono degli "effetti collaterali" di un complessivo disegno del Governo di rendere ancor più appetibile sul mercato un'azienda che eppure recentemente, per dieci anni consecutivi, ha chiuso i bilanci in utile e con profitti crescenti; una società che attualmente è interamente pubblica (il 100% delle azioni è in mano al Ministero dell'Economia) ma che nei prossimi mesi per scelta del Governo sarà privatizzata per almeno il 40%, nonostante sia evidente che per le casse pubbliche sarebbe di gran lunga più conveniente continuare a possedere un'azienda che nel solo 2013 ha avuto utili netti di 708 milioni di euro".

"Credo che sia necessaria - sostiene l'ex candidato alle regionali - una mobilitazione dal basso da parte dei cittadini colpiti da queste decisioni, i quali hanno diritto di sapere chi sono i veri responsabili di scelte che peggioreranno concretamente le loro vite, in nome ancora una volta dei profitti privati".



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