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martedì 18 giugno 2019

Attualità martedì 16 gennaio 2018 ore 19:00

Passerella e copertura, il referendum non si farà

Il consiglio comunale ha evidenziato una carenza di norme nello statuto e un ritardo dei tempi tali da non poter nominare il comitato dei garanti



PECCIOLI — Sembra essersi arenato ancor prima di cominciare l'iter del referendum abrogativo contro la realizzazione della passerella sopraelevata e della copertura della piazza di Fabbrica presentato lo scorso novembre dal comitato Partecipazione opere pubbliche. Lunedì sera si è tenuto il consiglio comunale in cui si sarebbe dovuto nominare il comitato dei garanti per valutare l'ammissibilità del quesito, ma attraverso una nota redatta dagli uffici comunali, l'assemblea ha evidenziato una carenza di norme nello statuto e un ritardo dei tempi per l'avvio della procedura del referendum abrogativo.

Ma ripercorriamo le tappe degli ultimi mesi. Dopo la richiesta del Pop il 14 novembre, il 20 dello stesso mese i due gruppi di opposizione avevano presentato una richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale per la nomina del comitato dei garanti per valutare l'ammissibilità del quesito. Con una delibera, il 28 novembre l'assemblea cittadina ha poi disposto un approfondimento giuridico per verificare la coerenza delle norme comunali che disciplinano la partecipazione. Da lì in poi, gli uffici del municipio hanno effettuato un'approfondita ricerca sulla normativa nazionale che riserva solo allo statuto comunale la competenza su consultazioni della popolazione. Nella nota redatta dagli uffici si legge che è stata rilevata una "lacuna nella disciplina comunale, sia statutaria che regolamentare". Ergo, nello statuto e nel regolamento non si troverebbero regole chiare e dettagliate su tempi, modi e metodo con i quali svolgere un referendum abrogativo.

Secondo i tecnici, inoltre, il consiglio comunale deve anche tener di conto della responsabilità dei possibili risvolti sulle finanze del Comune nel caso in cui venissero bloccate le opere pubbliche già andate a gara, milioni di euro che si fermerebbero nell'avanzo di amministrazione.

"Altra nota da evidenziare - ha aggiunto il sindaco Renzo Macelloni - è che l'indizione di un referendum sarebbe stata comunque tardiva, visto che per queste opere ci stiamo muovendo dal 2016".

Non l'hanno presa bene i consiglieri comunali d'opposizione, in particolare quelli di Progetto Comune Marianella Marianelli e Franco Cavallini, secondo i quali con il consiglio comunale del 15 gennaio è stata scritta una brutta pagina della politica pecciolese: "E' incredibile che non venga sentita l'esigenza, non si percepisca il dovere morale di sanare la grave anomalia che sta all'origine della questione ossia il mancato pronunciamento dei nostri concittadini in merito alle opere proposte, a questo punto imposte, in quanto non inserite in alcun programma di governo sottoposto al giudizio degli elettori. Questo caso - hanno aggiunto - ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che a Peccioli, ormai da anni, vige e opera la regola: solo io decido! In barba a tutta la normativa ed a tutte le regole del vivere democratico che qui sono sospese".

Durante il consiglio comunale, Progetto Comune ha presentato un emendamento alla delibera della maggioranza, con il quale in alternativa al referendum proponeva l'indizione di due consultazioni semplici, una sulla passerella a Peccioli è una sulla piazza a Fabbrica. Dopo una sospensione di alcuni minuti dell'assemblea richiesti dalla maggioranza per vagliare la proposta, il sindaco ha spiegato: "Anzitutto, fa piacere che abbiate notato l'insensatezza di unire due opere pubbliche diverse in un unico quesito. A questo punto però, le consultazioni sarebbero solo una presa in giro nei confronti dei cittadini. Piuttosto, siamo disponibili a mettere in piedi una commissione per sanare le lacune dello statuto comunale e armonizzare gli strumenti per poter disciplinare un futuro referendum".



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