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Attualità mercoledì 27 maggio 2015 ore 19:25

Grandi concerti: stadio o piazza del mercato?

Il vicesindaco lancia l'idea di riportare la musica al Mannucci. Il passato è di tutto rispetto: Nomadi, Pooh, Csi. I ricordi di Fausto Pirito



PONTEDERA — E ancora presto per la corsa al biglietto,si parla di un progetto che forse potrebbe vedere la luce nell'estate 2016, ma l'idea lanciata dal vicesindaco Angela Pirri è di quelle destinate a creare attenzione: “Facciamo tante cose a Pontedera, ma vogliamo tornare anche a fare concerti allo stadio Mannucci”. Per fare eventi che richiamino migliaia di persone servirà qualche sponsor probabilmente, dopo l'idea Pirri lavorerà, crediamo, alla ricerca di qualche finanziatore.

Le stagioni dei concerti allo stadio Mannucci non sono neanche troppo lontane, l'ultimo è di sette anni fa... ma c'è già qualcuno che storce il naso: grandi concerti allo stadio potrebbero danneggiare l'impianto, definito anche dall'assessore Franconi un'ottima struttura con il campo in sintetico, e che da poco ha beneficiato di un investimento da due milioni di euro.

E se invece dello stadio Mannucci... - Eppure, altri grandi spazi da destinare ai concerti a Pontedera ci sarebbero come per esempio l'area della piazza del mercato che già ospita eventi che prevedono migliaia di persone come la Fiera di San Luca o il più recente Expo Motori 2015.

I precedenti dai Nomadi ai Pooh - L'ultimo in ordine di tempo risale al 2008 con il cantante senegalese Youssou N'Dour che si esibì il 6 luglio. Prima di lui nel 2004 furono i Pooh a riempire di musica e di gente il quartiere vicino all'impianto sportivo.

I ricordi di Pirito - Come racconta il giornalista musicale Fausto Pirito, che vive proprio a Pontedera, anche negli Anni '90 ci furono diversi show: “Ricordo quelli organizzati in collaborazione con Renzo Maffei e l'associazione Salaam Ragazzi dell'Olivo, che vennero proposti nel prato vicino allo stadio. Il 25 agosto del 1995 ospitammo I Nomadi e gli Inti Illimani, un doppio concerto-fiume con la partecipazione di oltre 4mila persone: i circa 3mila biglietti, a prezzo politico, andarono presto esauriti e l'allora manager del gruppo emiliano, Maurizio Dinelli, decise di aprire i 'cancelli' per permettere a tutti di poter assistere agli spettacoli. Il responsabile del servizio d'ordine, il pontederese Sergio Matteoli nominato sul campo all'ultimo minuto, rimase a bocca aperta: un po' per la mossa imprevedibile di Dinelli, in cotrocorrente vista la proverbiale 'avidità' dei road-manager, un po' per la paura di incidenti a causa della calca che si era creata. L'anno dopo, da giugno ad agosto, allestimmo poi una vera e propria rassegna intitolata 'Sotto Un Unico Cielo' con la partecipazione, tra gli altri, della band-culto dell'underground dell'epoca, cioè i C.S.I. (il Consorzio Suonatori Indipendenti di Giovanni Lindo Ferretti e Gianni Maroccolo), dei Timorìa di Omar Pedrini e dei Modena City Ramblers. A fine luglio, riuscimmo anche a mettere su un mini-live a sorpresa, per chitarra e voce, di Luciano Ligabue, nel momento in cui stava cominciando a raccogliere il grande successo di pubblico con l'album 'Buon compleanno, Elvis'. Sotto il palco, però, si radunarono solo un paio di centinaia di persone. Prima della sua performance, il Liga mi disse: 'Ohé, non starò mica perdendo colpi', senza contare che era stato proprio il suo manger, Claudio Maioli, a chiedermi di non pubblicizzare l'evento perché il 1 agosto Luciano doveva esibirsi allo Stadio di La Spezia. In seguito fu la volta di Edoardo Bennato in versione acustica con i Solis String Quartet ed elettrica con la sua rock band: fu uno show meraviglioso, lungo, coinvolgente. E anche per 'Edo il Rinnegato' l'affluenza arrivò a qualche migliaio di persone. Ma vorrei ricordare infine l'ultimo concerto de I Nomadi a Pontedera, quello del 5 maggio 2013, non allo stadio ma al Teatro Era. Beppe Carletti & C. tornarono qui in città per onorare la memoria di Renzo Maffei, scomparso nel 2006. Anche in questa occasione, registrammo un risultato ottimo che dimostra quanta voglia di musica ci sia tra i giovani e meno giovani di tutta la nostra zona".

Una tradizione da rinverdire e riprendere per riportare in Valdera qualche grande nome della musica.



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