QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PONTEDERA
Oggi 10°13° 
Domani 13°23° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
sabato 21 settembre 2019

Attualità martedì 27 settembre 2016 ore 14:51

Relax alle terme? Non sempre, non per tutti

La madre di una ragazza disabile di 18 anni ci ha raccontato un 'bel' pomeriggio alle terme con la figlia fra ostacoli, barriere, carenze e disservizi



CASCIANA TERME — Ecco il testo integrale della lettera che ci ha inviato Marzia Grassi.

"Buonasera a tutti coloro che potranno condividere la mia esperienza.

Il mio nome è Marzia Grassi, madre di Francesca Salvi di anni 18, in sedia a rotelle per una sofferenza alla nascita, diplomata al Liceo Linguistico di Carrara lo scorso Luglio ed immatricolatasi quest’anno al primo anno di Psicologia dello sviluppo e della formazione.

Perché questo inquadramento formativo? Perché il disabile fisico e non cognitivo, più simile a chi legge, crea meno repulsione e quindi più disponibilità ad ascoltare quanto viene espresso.

Perché scrive la madre e non la diretta interessata? Perché è la madre che fatica in questo contesto e perché la disabile fa già anche troppa fatica a fare le cose per aver voglia di lamentarsi di quello che non va.

Fatta questa lunga premessa eccoci al resoconto.

Arriviamo a Casciana nel primo pomeriggio di ieri, io, Francesca, due amiche di Francesca e mia madre di 88 anni, claudicante e anche lei con un’invalidità motoria e visiva.

Alla biglietteria chiedo quanto dobbiamo pagare. La signora dà un’occhiata a Francesca e a mia madre e mi chiede se hanno un’invalidità certificata. Il rispondo di sì e lei mi chiede con che punteggio. Io faccio una battuta e rispondo, Lei – Francesca- ha il 150%, mia madre il 100%. La signora mi chiede se ho dietro il certificato di invalidità. Io non ce lo avevo dietro. Inizio un po’ ad agitarmi. Se lo avessi avuto loro – le invalide- non avrebbero pagato nulla, poca spesa forse 13 euro a testa ma, ovviamente, il punto non è mai solo economico.

La signora allora mi dice che se il medico la visita e attesta l’invalidità possono entrare gratuitamente. Vado dal medico, in fondo al corridoio, con la mamma che già aveva percorso i lunghi corridoi per arrivare alla piscina scoperta. Il medico era impegnato, con persone fuori che aspettavano e che avevano iniziato a protestare dato che la persona che ci aveva accompagnato aveva annunciato al medico la nostra presenza.

Ho aspettato dieci minuti e poi ho deciso che ero povera uguale con 26 euro in meno e decido di entrare e fare il biglietto.

Fine prima parte trascorriamo un buon pomeriggio

Arriva il momento di andare a fare la doccia, a fine pomeriggio con molte persone che a quell’ora uscivano. Lo spogliatoio era affollato allora penso di chiedere, visto che prima della riorganizzazione degli spazi c’era una doccia per disabili, se questo ambiente è ancora disponibile.

Mi informa sempre la signora alla biglietteria che tale ambiente non c’è più ma che nel bagno c’è la doccia che può essere utilizzata.

Accolgo l’informazione ed entro nell’unico bagno dello spogliatoi delle donne.

Nel tempo che ho fatto la doccia a Francesca ben tre volte qualcuno ha bussato perché aveva bisogno del bagno.

Nel bagno unico per abili e disabili non sono presenti i maniglioni per l’aiuto agli spostamenti ma soprattutto sotto la doccia non c’è né una sedia né i comuni seggiolini che quando non utilizzati vengono piegati contro il muro.

Poco male ci adattiamo a tutto, Francesca sta seduta sul water e facciamo la doccia.

Faccio presente, prima di terminare con le ultime due perle, che alla vasca si accede attraverso tre scalini che dall’ingresso alla vasca portano in acqua. Questi non sono evitabili, ma Francesca che può fare qualche passo fa i primi scalini in piedi reggendosi alla maniglia e poi si siede e va in acqua. Prima di arrivare a questo punto ci sono altre scale evitabili mediante una rampa esterna a cui si accede dalla sala relax. Sapete che dalla sala relax all’esterno c’è uno scalino. Ma cosa ci voleva a fare un accompagnamento per evitarlo dato che quello si fa con la sedia a rotelle?

Finita la doccia ancora abbastanza tranquilla e rilassata per il bel pomeriggio accade qualcosa che mi fa decidere di scrivere questa mia.

Per uscire dagli spogliatoi femminili si gira intorno agli armadietti che costituiscono una sorta di protezione dell’interno rispetto alla porta di entrata e in questa sorta di piccolo corridoio c’era una signora che stava asciugando i capelli al marito, in piedi ma evidentemente affetto da qualche disabilità – era tutto storto e stava ad occhi chiusi – e quando l’ho guardata in modo interlocutorio lei ha risposto che non poteva entrare dagli uomini e lui dalle donne. Inizio ad emettere qualche fumo mentale.

All’entrata vedo un ragazzo in sedia a rotelle con la madre che lo cambia dietro ad una tenda. E mi dice la stessa cosa aggiungendo che le altre volte le proponevano una stanza adiacente agli spogliatoi ma questa volta non le avevano detto nulla.

A questo punto la predisposizione a superare gli ostacoli, finalizzata a vivere una vita amena anche se le cose a volte sono un po’ più impegnative per essere realizzate ha subito un colpo di arresto. Ho girato il mondo con una figlia in sedie a rotelle, ho trovato più o meno facilità per la gestione delle varie situazioni e ci siamo sempre adattate.

Ma trovare una così marcata rigidità amministrativa che obbliga a far vedere la carta di chi invalido lo è senza dubbio e una così scarsa attenzione alla disabilità da parte di una struttura che vive sulla riabilitazione e che ha fatto della disabilità in qualche modo il suo business, l’ho trovato vergognoso.

Per aver voglia di protestare è necessario avere superato un certo punto in cui si preferisce lasciare le cose come stanno pur di non alimentare l’agitazione che in qualche modo sorge quando ci si esprime; ma ho trovato la voglia di farlo non solo per me ma anche per tutti quelli che ho visto, che possono godere di un bel contesto come Casciana e che si trovano a faticare anche quando con poco si potrebbe rendere un pomeriggio alle terme rilassante per tutti, disabili e accompagnatori.

Se è stato lungo leggermi, vi assicuro che è stato più lungo vivere quanto scritto.

Ringraziandovi per tutto quello che potrete fare per migliorare questa situazione, porgo cordiali saluti

Marzia Grassi"



Tag

«Scendi, non ti voglio più!». Le nuove intercettazioni choc di Bibbiano

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Spettacoli

Politica