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lunedì 20 maggio 2019

Attualità domenica 21 aprile 2019 ore 06:25

Addio caro Franco.E defunti 'cacciati'dalla storia

Franco Luperini

Franco Luperini aveva il record di presenze in consiglio. E sul muro di villa Crastan le maxi foto storiche 'cancellano' i manifesti mortuari.



PONTEDERA — Addio caro Franco, grande amico che per anni e anni riuscì a convincermi di leggere decine e decenni di romanzi editi, questo era il settore che Franco mi dava, per scegliere il migliore da premiare al Premio letterario Gronchi che lo vedeva come super organizzatore. E così quando partivo per le vacanze estive dovevo caricare sull'auto anche un maxi borsone pieno di libri e dal peso quantomeno di una quindicina di chili, mentre altri volumi, a cui avevo dato già un sguardo ricognitivo che non mi aveva per niente... convinto, li lasciavo a casa. 

Ma, confesso, dopo una decina d'anni rinunciai all'incarico perché a forza di leggere romanzi di scrittori dal nome sconosciuto, almeno per me, mi era venuta una gran confusione nella testa sfociata in vera e propria paura quando lessi su un giornale che un poeta partecipante a un premio letterario, non di primissimo piano, ne aveva inserita nel suo libricino di poesie anche una, non notissima, di Montale. Senza esser premiato.

Franco aveva tante passioni che coltivava con impegno, compreso quella della bicicletta -ultracinquantenne e di stazza non da ciclista partecipò anche a un giro della Valdera scalando il Peccioli fra gli ultimi ma scalandolo - che è però impossibile raccontarle tutte.

I manifesti funebri di Franco sono apparsi in Via Veneto, viale Italia e forse in altri luoghi. Ma non sul muro, ben ridipinto con i colori dell'attigua maxi Gioconda, del giardino di villa Crastan-Pandolfi. Da decenni 'vetrina' principale dei defunti che lì avevano grande e centrale spazio per mandare ai pontederesi, ovviamente attraverso i familiari, il loro ultimo messaggio e l'indicazione dei loro funerali. 

Al posto dei manifesti, e nel quadro della bella, grande e artistica ristrutturazione della villa, è infatti apparsa una serie di maxi foto storiche del piazzone - una anche con la scritta Piazza dell'Impero come l'odierna Piazza della Libertà si chiamava in epoca fascista dopo la conquista dell'Etiopia - che resteranno lì a lungo e che, pensiamo, non saranno più sostituite dal ritorno degli annunci di decessi. Anche in via Valtriani, a un passo dal Comune e dal Corso, i manifesti sono stati da tempo aboliti, mentre qualcuno è rimasto accanto all'ingresso dell'anagrafe in via Rossini. 

L'affissione a colla degli annunci funebri, si sa, sciupa i muri mentre i tabelloni di via Veneto, ad esempio, sono super arrugginiti e scollati dal muro. Oggi i necrologi si pubblicano anche online, come sul nostro QUInews Valdera in QUIcondoglianze ma a questo punto, e senza dar colpe a nessuno, ci chiediamo: i manifesti funebri spariranno tutti dalla città?



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