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martedì 12 novembre 2019

Attualità mercoledì 14 dicembre 2016 ore 11:45

Bacci spiega le ragioni del pensionamento

Roberto Bacci

In una lunga lettera il direttore artistico del Teatro Era ha chiarito la situazione: "La legge Madia sul pubblico impiego impone il pensionamento"



PONTEDERA — Dopo la notizia pubblicata da Qui news Valdera due giorni fa il direttore artistico del Teatro Era Roberto Bacci ha chiarito in una lunga lettera le ragioni che hanno imposto il suo pensionamento. 

"Secondo la legge Madia sul Pubblico Impiego - ha scritto Bacci - ed essendo il Teatro Nazionale della Toscana equiparato, nel suo funzionamento ad un Ente Pubblico, sono costretto in data 31 dicembre 2016 a dare le mie dimissioni da dirigente di questo Teatro per il raggiungimento dei limiti di età".

"Resto a titolo gratuito, direttore del CSRT - Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale - ha proseguito - e continuo come privato la mia attività di regista presso il Teatro della Toscana. Queste sono le informazioni tecniche necessarie a chiarire il cambiamento formale di un rapporto nato 42 anni fa con la nascita del Piccolo Teatro di Pontedera (allora diretto da Dario Marconcini, Giovanna Daddi e Giorgio Angiolini) ed oggi diventato Teatro della Toscana (uno dei sette Teatri Nazionali) insieme al Teatro della Pergola di Firenze.42 anni sono una vita intera, forse più di una vita, e io devo molto a questa città di cui, credo, il nostro Teatro è stata una parte importante e per cui, oggi, Pontedera è conosciuta nel mondo. Enrico Rossi, con cui abbiamo condiviso l’avventura di volere la costruzione del Teatro Era,diceva che l’esistenza della nostra esperienza era una “porta aperta sulle domande umane e sociali che la realtà ci offre” e credo che il CSRT abbia lottato per mantenere aperta quella porta, superando errori e difficoltà che ci hanno accompagnato". 

"Da qui - ha raccontato Bacci - è passato il teatro i tutto il Mondo, i grandi maestri (uno per tutti Jerzy Grotowski) e le nuove generazioni che oggi sono il futuro del teatro italiano ed internazionale. E’ stata un’avventura umana irripetibile, condivisa per così tanti anni con Luca Dini (oggi direttore del CSRT) e Carla Pollastrelli e in questa lunga storia ci siamo formati come persone e come artisti. Ho definito, a volte, la storia teatrale di Pontedera una “anomalia necessaria” per descrivere come sia stato incredibile, in una piccola città di provincia, poter creare un’esperienza che oggi è sui libri di storia del teatro e che ha nutrito intere generazioni di artisti e spettatori".

"Pontedera - ha concluso il direttore artistico - ci ha adottato scommettendo, dal lontano 1974, su un gruppo di giovani che volevano vivere il teatro come strumento di conoscenza e di questa generosità voglio ringraziare i cittadini sindaci che, a nome di tutta la comunità, ci hanno protetto, difeso, stimolato: Carletto Monni, Enrico Rossi, Paolo Marconcini, e Simone Millozzi. Creare e far crescere questa esperienza è stata la storia della mia vita che oggi e domani continuerà sotto altra forma. Ho conosciuto migliaia di artisti e gruppi, ho viaggiato con il teatro in tutto il Mondo, ho lavorato con attori, tecnici, organizzatori che hanno reso possibile tutto questo, ho collaborato con amministratori del nostro Teatro che sono stati compagni di viaggio, in tutto questotempo, come Daniela Pampaloni e Antonio Chelli che ci ha guidato fino a diventare Teatro della Toscana. Poi ho conosciuto Pontedera, una città vitale e aperta.Il lavoro continua, malgrado la pensione, e l’impressione, come sempre, è quella di essere ancora all’inizio".



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