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mercoledì 20 novembre 2019

Politica martedì 15 ottobre 2019 ore 07:30

Il Franconi pensiero sul futuro della Valdera

Matteo Franconi

Il sindaco di Pontedera in una intervista parla di sviluppo sostenibile, innovazione e attrattività del territorio. E risponde anche a Renzo Macelloni



PONTEDERA — Sindaco ieri mattina al Teatro Era avete presentato la stagione Teatrale 2019/2020. Come reputa questo matrimonio con il Teatro de La Pergola?
Stamani è stato riconosciuto il valore aggiunto che la scelta lungimirante del tempo ci ha consentito di raggiungere. La collaborazione strutturata con Firenze ha permesso non tanto e non solo a Pontedera ma alla Valdera tutta di avere un cartellone di primissima qualità in un Teatro che si chiama giustappunto "Era" e che mi piace ritenere, assieme alle altre realtà che ci sono nei comuni del territorio, la casa della cultura a disposizione dei nostri cittadini. Un esempio calzante di come ritengo possa e debba svilupparsi il futuro della Valdera. Allo stesso modo con cui, recentemente, abbiamo avuto un successo di pubblico e di ritorno d'immagine attraverso l'esperienza estiva di FestiValdera.

Può spiegare meglio questa sua idea del futuro della Valdera?
La Valdera che vorrei deve trovare il coraggio per andare oltre gli strumenti tecnici ed amministrativi, che pure sono fondamentali e necessari, e sviluppare la propria importante esperienza di cultura associativa e relazionale innestandola nel contesto territoriale più ampio della Toscana di cui può esser non solo geograficamente il cuore. Prendo ad esempio l’occasione dei piani strutturali sovracomunali in corso di elaborazione. Sarebbe opportuno, se non necessario, concordare l'intervento qualificato di una professionalità esterna di alto profilo per costruire intorno ad un tavolo unitario i tre percorsi ed i tre procedimenti di pianificazione strategica in corso di svolgimento (Unione Valdera, Comune di Ponsacco, Unione Alta Valdera) per trovare forme di armonizzazione e legami di coordinamento omogeneo tra i tre piani. Dobbiamo insomma avere una visione generale strategica su cui lavorare assieme per rilanciare l’area vasta della Valdera in un quadro di più ampio respiro partendo dalle nostre vocazioni. Per farlo serve fare una operazione di ricucitura e di valorizzazione dei rapporti con i territori che ci circondano. Il tutto dentro una visione di area vasta contemperando, all'interno di un unico modus operandi, esigenze ed interessi policentrici in un quadro di macro obiettivi coerenti. Dovremo lavorare per costruire un territorio in grado di giocare una competizione collaborativa con gli altri distretti ed ambiti regionali mantenendo un'agenda politico/amministrativa costantemente aperta, concentrando in particolare gli sforzi sul tema dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione e dell’attrattività del territorio migliorando anche la resilienza della nostra organizzazione.

Con quali strumenti?
La valdera che vorrei dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza di attivare tavoli e laboratori politici di confronto con le realtà territoriali che la circondano (da Volterra e dalla Valdicecina, dall’Unione Alta Valdera, al Comune di Ponsacco e a quello di Santa Maria a Monte, dalla zona del Cuoio alla piana lucchese, dalla piana pisana alla costa livornese ) con cui collaborare soprattutto in tema di infrastrutture materiali ed immateriali così come sulle politiche legate al turismo, alla cultura, allo sport, alle politiche giovanili.È maturo il tempo della discussione pubblica perchè si possa finalmente capitalizzare in modo coordinato ed omogeneo le molte eccellenze di questo scorcio della Toscana di cui possiamo e dobbiamo esser protagonisti. Basti pensare alle potenzialità legate alle offerte culturali di rilievo internazionale che interessano i nostri territori ed alla possibilità di sincronizzare e mettere in rete in una dimensione altra, allargata ed unitaria, le fondazioni culturali e tutti gli strumenti di marketing che già esistono: festival, rassegne, musei, feste, monumenti, risorse naturali e turistiche che per la Valdera tutta fino a Volterra, possono diventare la spina dorsale di una riqualificazione economica, turistica e culturale sotto il marchio internazionale del “Tuscany”.

Quindi un tavolo a cui partecipano tutti i sindaci della valdera?
Direi di si anche se è altrettanto importante avere la consapevolezza che di questa responsabilità verso un orizzonte nuovo non può farsi carico solo il pubblico ma occorre una grande azione di concertazione con le associazioni imprenditoriali, il mondo del lavoro e dell'impresa, la scuola e l'università, il settore della ricerca pubblica e privata, il volontariato diffuso per definire programmi di investimento sostenibili anche attraverso l’accesso ai finanziamenti europei.

In questi giorni il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni ha pubblicamente sollecitato Pontedera a sottoscrivere il protocollo di intesa per lo studio condotto da Nomisma. Cosa risponde?
Rispondo semplicemente ricordando che il comune di Pontedera ha partecipato all'incontro a Peccioli per l'avvio dello studio Nomisma sui temi della mobilità, della razionalizzazione del sistema scolastico, della formazione giovanile e dei servizi sportivi. Pontedera sarà sempre ai tavoli dove si mettono sul campo studi qualificati che servono ad acquisire dati importanti e necessari a progettare il futuro dei propri cittadini. Come ho detto molte volte in campagna elettorale la nostra voglia di fare ed il nostro entusiasmo sarà sempre incanalato nella modalità di chi ascolta il doppio di quanto parla. Vogliamo costruire la Pontedera e la Valdera delle future generazioni con tutti coloro che condividono l'importanza delle analisi prima delle prognosi. Proprio per questo confermo che saremo anche di quella partita.

Come ha dimostrato il recente dibattito pubblico sulle olimpiadi anche lo sport può essere uno strumento importante?
Certamente si. Ma come per quanto riguarda gli altri grandi temi di discussione ci deve essere un lavoro a monte di condivisione, di socializzazione degli intenti, di analisi qualificata dell'esistente per costruire gli assi del futuribile. Questo è il compito della politica amministrativa: costruire le condizioni per consentire ad un territorio di dare risposte a "treni ed opportunità" che passano veloci e devono poter esser colte in favore non di questo o quel comune ma della Valdera tutta. Io credo che serva davvero uno sforzo da parte di tutti gli attori per la costituzione di tavoli allargati di elaborazione politica e strategica senza ovviamente perder di vista la funzionalità amministrativa, l'efficienza e l'efficacia nell'erogazione dei servizi ai cittadini.

Cosa serve dunque?
Serve insomma aver voglia e coraggio di costruire ponti e generare le condizioni per tentar di governare e non subire passivamente i mutamenti degli assetti della società, dell'economia e del rapporto tra istituzioni e territori. Serve farlo attraverso strategie e politiche di ampio respiro avendo come stella polare l'assunto che un territorio sia attrattivo per gli investimenti e per i visitatori nella misura in cui riesca a garantire alle imprese, ai cittadini ed ai turisti occasioni di identità condivisa e moderne offerte di vivibilità.

Lo stesso discorso può valere anche per la sanità e gli ospedali?
Con il medesimo approccio concettuale in ambito sociosanitario direi che, dopo la fusione tra la Società della Salute della Valdera e dell'Alta Valdicecina, gli ospedali di Pontedera e Volterra debbano diventare davvero un presidio sanitario unico, efficiente, ed all'avanguardia in Toscana, capace di dare risposte ai molteplici bisogni di salute. Capisco che non sia semplice ma l'obiettivo deve essere quello di garantire servizi sanitari all'altezza delle aspettative dei territori e delle esigenze sanitarie dei cittadini dentro un contesto organico ed omogeneo. Non sarebbe male dare anche un segno simbolico in tale direzione già a partire dal nome.

Un ultima battuta. Anche lei ha avuto modo di ironizzare sull'utilizzo della sciarpa durante la campagna elettorale. Ne ha dato una motivazione molto approfondita. Che ci dice sulla pettorina gialla che indossa praticamente sempre durante le manifestazioni (dalla notte bianca al Luna Park)?

Il senso della pettorina gialla racconta l'esigenza di fare il sindaco stando tra la gente e con le persone. La pettorina è un segno distintivo di chi negli eventi e nelle manifestazioni è in servizio a salvaguardia e tutela della sicurezza dei cittadini. La indossano anche i tantissimi volontari che ci danno una mano preziosissima e ci consentono di gestire la sicurezza degli eventi in modo attento e professionale. Io la indosso perchè da sindaco, per definizione e per doveri di legge, mi sento parte di quella squadra al servizio degli altri. E' una attività a volte anche faticosa ma talmente appassionante e ricca di calore umano da meritare di esser vissuta h24.

SLT



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