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mercoledì 20 novembre 2019

Attualità sabato 12 ottobre 2019 ore 11:59

"Leggere forte" subito nelle scuole della Valdera

Sarà sperimentato negli asili nido dell'Unione il metodo didattico incentrato sulla lettura ad alta voce. La soddisfazione di Arianna Cecchini



PONTEDERA — Con un passo tratto dal libro Il diritto di leggere ad alta voce di Daniel Pennac (passo che riportiamo al termine dell'articolo) si è aperto il convegno "Leggere forte" a Didacta, la fiera dedicata al mondo della scuola che si chiude oggi a Firenze. Il convegno è servito per presentare il progetto omonimo, attraverso il quale la Regione intende introdurre la lettura ad alta voce come metodo didattico in tutti gli asili nido della Toscana.

In tutto questo la Valdera - l'Unione dei Comuni era rappresentata a Didacta da Arianna Cecchini, presidente della Conferenza educativa Valdera - è stata una delle due aree scelte in via sperimentale dalla Regione Toscana per realizzare "Leggere forte" in tutte le scuole. 

I ragazzi interessati dalla lettura ad alta voce sono quelli nella fascia di età compresa tra i 3 e i 18 anni. Cecchini, accompagnata a Didacta dal Presidente della Rete Costellazioni e Dirigente Scolastico Prof. Gianluca La Forgia, ha così commentato la sua partecipazione in rappresentanza della Valdera a Didacta: "Si è respirato un bel clima, una bella voglia di avviare il progetto da parte dei molti docenti ed educatori intervenuti dalla Valdera. Il fatto che la nostra area sia stata scelta da Regione Toscana per sperimentare questo innovativo metodo didattico è un'ulteriore conferma che nel nostro territorio c'è un terreno fertile per una progettualità avanzata e ci fa onore".

L'Assessora Regionale all’Istruzione Cristina Grieco ha espresso la grande soddisfazione di fronte alla platea gremita della "main hall" di Didacta, mentre il Prof. Batini dell'Università di Perugia, partner operativo del progetto, ha illustrato i molteplici benefici sui bambini, sui ragazzi, sull'intera famiglia, della lettura ad alta voce.

Secondo gli studi portati avanti dal gruppo di ricerca del dipartimento perugino di filosofia, scienze umane e della formazione, "i ragazzi che leggono ad alta voce hanno maggiori capacità in matematica, in grammatica e nella comprensione" ed anche che "leggere a voce alta da piccoli significa entrare in maggiore empatia con l'interlocutore da più grandi".

"Da mamma - ha commentato Cecchini - posso anche dire che ho sperimentato in prima persona ciò che affermava il Prof. Federico Batini, ovvero che la lettura a voce alta è anche un metodo per rafforzare il legame genitore-figlio; quando una madre smette di cucinare, di fare le faccende, per sedersi e leggere un libro al proprio figlio fa una scelta ben precisa, si prende cura del piccolo. È un atto d'amore".

"Leggere forte", accolto con entusiasmo anche dal Miur, è stato proposto dagli assessorati all'istruzione e alla cultura della Regione Toscana e si avvale della collaborazione di Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana e Cepell (il Centro per il libro e la lettura presso il Ministero dei beni culturali).

Il brano tratto da Il diritto di leggere ad alta voce di Daniel Pennac.

Le domando: “Ti leggevano delle storie a voce alta quando eri piccola?”
Lei mi risponde: “Mai. Mio padre era spesso via per lavoro e mia madre era troppo occupata”.
Le domando:“Allora da dove ti viene questa passione per la lettura ad alta voce?
Mi risponde: “Dalla scuola”.
Felice di sentire che qualcuno riconosce un merito alla scuola, esclamo, tutto contento “Ah! Lo vedi!”
Mi dice: “Non mi sono spiegata. La scuola ci proibiva la lettura ad alta voce. Lettura silenziosa, questo era già il credo dell’epoca. Direttamente dall’occhio al cervello. Trascrizione immediata. Rapidità, efficacia. Con un test di comprensione ogni dieci righe. La religione dell’analisi e del commento, da subito! La maggior parte dei bambini aveva una strizza enorme, ed era solo l’inizio! Tutte le mie risposte erano giuste, se vuoi saperlo, ma tornata a casa rileggevo tutto ad alta voce”
“Perché?”
“Per la meraviglia. Le parole pronunciate si mettevano a esistere al di fuori di me, vivevano veramente. E poi mi sembrava che fosse un atto d’amore, che fosse l’amore stesso”.



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