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Lavoro sabato 14 marzo 2020 ore 16:48

Covid-19 e sicurezza in fabbrica, la situazione

Appello alla responsabilità da parte di Fiom, Fim, Uilm e Uglm di Pisa. Mentre Usb attacca: "Questo protocollo è un attentato alla salute pubblica"



PONTEDERA — Le segreterie provinciali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e Uglm-Ugl, unitamente, invitano i lavoratori e le varie Rsu e Rls alla responsabilità di fronte all'emergenza coronavirus. Il loro è anche un invito a tornare a lavorare con le nuove e più stringenti norme sulla sicurezza, secondo gli accordi raggiunti nelle varie aziende metalmeccaniche in questi giorni. Gli stessi sindacati assicurano che ci sarà modo di vigilare con scrupolo sul rispetto delle nuove norme, che in alcuni casi sarebbero anche più stringenti rispetto a quelle accordate a livello nazionale.

"In questi giorni - questo il comunicato congiunto di Fiom, Fim, Uilm Uglm di Pisa - le Organizzazioni sindacali dei Metalmeccanici, unitariamente e congiuntamente alle RSU e gli RLS hanno fatto e continuano a fare intese e verbali con le principali aziende, nel rispetto di quanto previsto nel decreto dell’11 Marzo scorso in relazione all’emergenza sanitaria derivante dal covid-19, confermato e rafforzato dal protocollo condiviso sottoscritto in data odierna dal Governo, le Organizzazioni sindacali e le Organizzazioni imprenditoriali.

In particolare sono stati fatti accordi, intese e verbali in Piaggio, in Vitesco (ex Continental), in Asso Werke e ne seguiranno altri nei prossimi giorni. Il principio comune di tutti gli accordi, le intese e i verbali sottoscritti è in primo luogo quello di tutelare la salute dei lavoratori e, in secondo luogo, di consentire la prosecuzione delle attività produttive laddove ci siano le condizioni che assicurino alle persone adeguati livelli di protezione.

In alcune di queste intese sono state convenute anche delle fermate di alcuni giorni in modo da consentire la sanitizzazione dei reparti, dei locali mensa, dei bagni e degli spogliatoi.

Tutti gli accordi e i verbali sottoscritti fino ad ora contengono alcune misure che vanno oltre anche alle disposizioni contenute nei vari decreti governativi e che hanno anticipato anche molti dei contenuti del protocollo di intesa odierno.

Si va dalla modifica e dalla rimodulazione delle turnazioni di lavoro e di accesso agli spazi comuni alla facilitazione dello smart working (lavoro a domicilio), alla verifica delle distanze minime da rispettare alla distribuzione dei dispositivi sanitari quali gel sanitizzanti, guanti, mascherine etc…

A partire da lunedì, così come previsto nel protocollo d’intesa odierno, saranno costituiti i comitati per l’applicazione e la verifica degli accordi e delle intese sottoscritte nonché dello stesso protocollo d’intesa e laddove si riscontrassero inadempienze saranno messe in atto iniziative di mobilitazione e di denuncia.

In questi giorni difficili per tutti, le Segreterie di FIM, FIOM, UILM, UGLM, le RSU e gli RLS, sono impegnate a tutti i livelli e con ogni mezzo a far applicare le misure sanitarie definite nei vari decreti governativi e nel protocollo d’intesa per evitare il diffondersi dell’epidemia di covid-19.

Contestualmente stiamo provando a non bloccare del tutto le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi economici che un prolungato fermo produttivo potrebbe comportare per molte aziende.

Tutti insieme stiamo cercando di difendere la nostra salute e il nostro lavoro e a questo proposito le Organizzazioni sindacali dei Metalmeccanici, unitariamente, chiedono ad ognuno, a prescindere dal ruolo ricoperto nelle singole aziende, il massimo della responsabilità per riuscire tutti insieme a superare anche questo difficile momento".

Di tutt'altro avviso, invece, l'Usb. L'Unione sindacale di base non esita a definire il protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro , siglato dal governo con Cgil, Cisl e Uil, "un attentato alla salute pubblica" e "assolutamente inidoneo a contrastare il diffondersi di questa pandemia". "Ancora una volta e ancora più gravemente Cgil, Cisl e Uil hanno scelto di stare con i padroni" scrivono dall'Usb, invitando ai lavoratori a nuovi scioperi.

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