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Cronaca mercoledì 19 giugno 2019 ore 16:26

Se ne fregava dei domiciliari, ritorna in carcere

Un uomo era stato condannato a un anno di carcere, trasformato poi in arresti domiciliari. Spesso è stato invece trovato al bar, anche con della droga



PONTEDERA — Oggi il commissariato di polizia di Pontedera ha eseguito un provvedimento di ripristino della detenzione in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 41 anni, residente a Pontedera.

A quanto si è appreso l'uomo doveva scontare un anno di reclusione, dopo una condanna definitiva per furto aggravato. Il 41enne aveva chiesto ed ottenuto di scontare la pena in regime di detenzione domiciliare presso la sua abitazione, a partire dal 31 maggio appena trascorso.

Dal commissariato di piazza Trieste hanno spiegato che "i periodici controlli svolti dal personale per verificare la sua presenza all’interno dell’abitazione, hanno però fatto emergere la sua tendenza a disattendere più volte le prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza, tanto da indurre il Magistrato, all’ennesima violazione, a ripristinare la misura detentiva in carcere".

"Il detenuto - hanno aggiunto dalla polizia - sin da subito, aveva violato periodicamente e senza giustificato motivo l’obbligo di restare nella sua abitazione, recandosi presso un vicino bar a consumare bevande varie con atteggiamento sprezzante delle istituzioni, come riferito da alcuni conoscenti, tanto da non essere rintracciato in casa in almeno tre occasioni nel corso della prima quindicina di allegra detenzione".

Il 12 giugno l'uomo è stato "sorpreso ed arrestato da una pattuglia dei carabinieri di Pontedera mentre si trovava al bar a sorseggiare una bevanda alcoolica, dopo essersi procurato anche delle sostanze stupefacenti. Condotto in stato di arresto il giorno successivo davanti al tribunale di Pisa per la convalida dell’arresto e la direttissima, veniva poi nuovamente riportato a casa per ordine del Tribunale in attesa di essere giudicato. Probabilmente questa apparente impunità deve aver rafforzato nel soggetto la convinzione di poter mantenere uno stile di vita irrispettoso delle leggi, inducendolo a perseverare con le uscite arbitrarie che sovente avvenivano dopo che la pattuglia di turno era passata a controllarlo. Per tale motivo questo Commissariato ha riassunto gli episodi in un’unica informativa ed ha chiesto ed ottenuto dal Magistrato di Sorveglianza l’interruzione della detenzione domiciliare ed il suo accompagnamento in carcere, sottolineando che evidentemente non ricorrevano più le condizioni per fruire del beneficio".

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